Questa volta non vince nessuno

Bernie EcclestoneVeleni, accuse, ricorsi. Davvero non ne possiamo più. Il mondiale è partito. Hanno stravinto – da previsione – le Brawn Gp. Nel team hanno ovviamente il morale sulla luna, gli altri macinano rabbia. Ok questa storia l’abbiamo sentita tanto, addirittura troppo. Non facciamo i romantici, non scomodiamo Cenerentola e tutta la sua corte di banalissima retorica.
Hanno aggirato il regolamento; hanno approfittato di una lacuna, un vuoto; hanno interpretato meglio degli altri facendo valere l’ingegno (che poi in Formula 1 è virtù piuttosto gradita).
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Autocasey e Motovale

Stoner e Rossi

Stoner e Rossi

Dopo un test così i pronostici te li tirano dietro scontatissimi. Stoner non te lo pagano nemmeno bene. Troppa paga data a sua volta, a tutti, quando serviva vincere quella BMW in palio, secondo metodo collaudatissimo: dentro, schiaffone, fuori. Incredibile a guardarlo.

E’ come pensare ad Usain Bolt che si presenta ai blocchi senza riscaldamento e fa il record dei cento senza strapparsi. Beh, Casey Stoner lo fa di norma. Dopo averti ubriacato di dubbi su questa pista, magari. Che non piace nè a lui nè alla sua moto. E figurati se gli piacesse!
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Campioni, ma non troppo

Lewis Hamilton e Ron Dennis

Lewis Hamilton e Ron Dennis

Prove incolori, gara ugualmente sottotono. Per Kimi Raikkonen, Fernando Alonso e Lewis Hamilton, i tre campioni del mondo delle ultime quattro stagioni, il gran premio d’Australia è una tappa da dimenticare alla svelta.

Forse non poteva andare diversamente, in una domenica, anzi in un intero fine settimana, che ha premiato chi arrivava dal nulla, anzi dal dimenticatoio. Ci si poteva aspettare, quantomeno, un’impennata d’orgoglio da parte di tutti e tre, indistintamente. Nulla di tutto questo.

Fernando Alonso, campione del mondo 2005 e 2006, l’anno passato ci aveva abituato a non lasciare nulla di intentato, a raccogliere tutto quanto Ferrari e McLaren si lasciavano distrattamente dietro. Basta ricordare le vittorie autunnali a Singapore ed in Giappone. A Melbourne invece ha traccheggiato dal primo all’ultimo giro, senza guizzi ed è arrivato in zona punti, quinto e mischiato agli altri, senza nobiltà.

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Il destino sta scherzando

La BrownGp ai box

Brawn, come previsto. Con una gabola, secondo Ferrari&C. Vedremo.

Intanto, dentro questo primo, clamoroso risultato, c’è una bizza del destino altrettanto fuori media. Jenson Button, una volta, era considerato l’eroe promesso del motorismo non solo britannico. Biondo e bello, veloce e scrocco. Perfetto. Conteso.

Sino a quando non è apparso sulla scena Lewis Hamilton, in tutto opposto a lui. Una apparizione e poi un tifone che ha cacciato Button in un angolino, complice quel disastro agonistico che fu la Honda. Bene: non solo Button si trova all’improvviso al centro della scena. Si ritrova lì dopo aver rischiato di restare senza lavoro (causa ritiro della stessa Honda) mentre proprio Hamilton piomba in un’ombra assoluta, retrocesso 18esimo addirittura, perduto laggiù. Continua a leggere

Hamilton, il mondo al contrario

Al di là della questione “fondo sospetto”, qualcosa sta accadendo in Australia. Davanti c’è la banda dei 6, con Rosberg leader. Con qualche infiltrato interessante, ad esempio Mark Webber e Sebastian Vettel. Il che segnala alta qualità in casa Red Bull, squadra che ha fatto reclamo contro Brawn, Toyota e Williams. E’ la prima sorpresa del 2009, ammesso che la prestazione abbia un seguito in qualifica, il che non è detto vista la quantità di benzina (minima) utilizzata nelle prime prove. Continua a leggere