Valentino amarcord

Valentino, tra Stoner e GibernauE’ stato tenero e intenso l’incontro tra Valentino e Gibernau, all’alba di questo Mondiale, un alba che comincia al tramonto, peraltro.

Il tempo compie miracoli magnifici, addolcisce gli spigoli e sfrutta la memoria come balsamo. Gibernau ha qualche ruga in più e i segni che gli ha dato una lontananza da queste guerre dopo aver combattuto assai.

Lui e Vale, per anni, dentro una sfida che ebbe picchi clamorosi, non esauribili da quella memorabile spallata di Jerez che paraltro vale sintesi definitiva.

Gibernau, qui, sembra il fratello maggiore di Rossi, non semplicemente in base alla distanza anagrafica, 7 anni. Più segnato. Anzi, segnato, Sete, a differenza di Valentino che pure alla rivalità con Gibernau era arrivato dopo aver smaltito il dualismo con Biaggi per poi passare, una volta espletata la questione Gibernau, al capitolo Stoner.

Ecco, Stoner, che stava seduto lì, a un metro da Rossi e Gibernau, che pare un ex ragazzino pure lui, in qualche modo tirato grande a furia di pieghe, di adrenalina scaricata nel duello. Insomma, ci sono due epoche ai lati del Vale qui entrambe successive ad un’altra. Abbastanza per misurare quanto proprio Rossi afferma circa il proprio smalto, la propria voglia intatta.

Basta guardare i volti e fare un po’ di conti. Non tanto una questione numerica. Piuttosto un problema di intensità agonistica, intesa qui come medicina perfettamente adatta allo spirito ed anche al corpo di Valentino. Di questo dovrà occuparsi Stoner, soprattutto; di questo si occupò Gibernau a suo tempo. A Gibernau tutto ciò deve essere servito moltissimo, pur in un patimento da perdente.

Gli serve certo ora per ripartire e per osservare Rossi con una ammirazione che contiene anche una indulgenza verso se stesso. E il fatto di avere a che fare con questo spirito, questa magnifica intensità, credo diventi l’additivo più formidabile per Stoner da qui all’infinito. Perchè garantisce la qualità di una sfida, nel tempo. Trattando con i guanti una vittoria come una sconfitta, rendendo merito al fare e restituiendo quella pace che viene soltanto dopo una guerra combattuta con onore.

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5 risposte a “Valentino amarcord

  1. ciao vale,
    sei un grande lasciagli il fumo a quel minkia di stoner…Quest’anno vincerai ancora tu, 6 un grande!!!!
    COME FA LA TUA MOTO??????
    BRUMMMM BRUMMM

  2. Bell’articolo, ma Gibernau mi ricorda duelli epici, ultimi giri in cui mi avvicinavo alla tv senza rendermene conto, gare combattute e soprattutto DERAPATE! Oggi tutto questo non c’è più e credo che moltissimo sia dovuto alla sciagurata decisione di ridurre la cilindrata che, tra i molti effetti negativi, ha ridotto la competitività delle moto “private”… Gibernau, infatti, non era un “ufficiale” con il “manico” riusciva a stare dietro a Valentino… con queste moto non credo sia possibile.

  3. Un maestro, Giorgio. Capace di redere nella loro completezza le piccole onde di intensità che si perdono in un mare di rivalità, competizione e adrenalina all’interno di uno sport che rimane, comunque, una storia di uomini. Fantastico.

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