Stoner e l’acqua santa

Rossi, Stoner e Lorenzo

Rossi, Stoner e Lorenzo

C’è un prologo da ricordare ora. Siamo a domenica sera e i team hanno appena deciso di rinviare il Gran Premio del Qatar a lunedì di Pasquetta. In sala stampa arriva Casey Stoner e sembra un canguro bastonato. Bisbiglia: non vuole correre. Cerca di convincere Vermuelen e di tirar dentro Capirossi. Basta, partiamo tutti per il Giappone. Chi lo ascolta, si domanda come mai un pilota che è stato davanti in ogni turno di prove, destinato a partire in pole su una pista che ama, preferisca annullare la gara. Manca la sicurezza, dice Casey e probabilmente a questo pensa e stop. Ma l’ ipotesi non frena qualche malignità così sintetizzabile: non si fida delle sue gomme, pensa di non riuscire a finire una gara su ritmi adeguati al podio alto.
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La rivoluzione pacifica

Pit-Stop Ferrari

Pit-Stop Ferrari

Passata la tempesta, c’è un gran bisogno di quiete. La Ferrari raccoglie l’eredità di due gare pesanti e prova, a mente lucida, a riorganizzare le truppe.

Luca Baldisserri lascia lo sgabello al muretto a Chris Dyer. Una transizione senza traumi, niente plotone di esecuzione, nessuna di quelle punizioni esemplari che servono molto alla facciata e poco al senso del gruppo.

La Ferrari fa sapere che Baldisserri resta a Maranello ad occuparsi dello sviluppo della F60 per colmare le lacune di una macchina visibilmente in affanno. Continua a leggere

Il gioco vale la candela

Rossi c'è, anche di lunedì

Rossi c

Una pioggia memorabile ha portato ad un temporale ideologico sul merito di una corsa spenta sul nascere, ma che va recuperata.

Farlo in Qatar con un giorno di ritardo è razionalmente la soluzione più plausibile. A smenarci sono i liberi professionisti, quelli che si pagano viaggi e alberghi. A guadagnarci, forse, un sistema che sta provando a lottare con la crisi e non intende certo picchiare la faccia al primo GPContinua a leggere