Le bestie nere

Motegi sotto il diluvio

Motegi sotto il diluvio

E adesso? Adesso i paesi perseguitati dalla siccità si organizzeranno per convocare in massa il motomondiale, che è molto meglio di una danza della pioggia.

E giù acqua, come se piovesse, per l’appunto. Ci sono tre italiani in pole, giacchè per fare lo schieramento non c’era altro che i tempi delle libere.

Benissimo! Ma l’anomalia che ha prodotto il risultato è triste e grottesca, pur rimanendo ineluttabile. Lo sport nazionale a questo punto è prendersela con Carmelo Ezpeleta, che rappresenta l’organizzazione, che è l’Ecclestone delle moto. In alternativa ce la si prende genericamente con le televisioni alle cui esigenze, secondo il luogo comune, si piegherebbe il motomondiale, sempre e comunque.

Ezpeleta: difenderlo qui mette fatica a molti. E’ un uomo d’affari che ha prodotto mosse azzeccate e mosse sbagliate, un mediatore che prova mettere d’accordo l’inaccordabile. Pensar male non è vietato, ma in questo caso dargli una colpa significherebbe sopravvalutarlo. Perché qui semplicemente piove, di brutto, ma due giorni fa c’era il sole e da domani sera è previsto ancora il sole.

Quindi semmai di sfiga o di destino potremmo trattare, che non sono pertinenti però con il suo ruolo. E’piuttosto come se la natura si stesse ribellando anch’essa, omologandosi al coro di proteste contro questo evento, che un po’ per la crisi e un po’ per gli errori propri, si attorciglia su se stesso e sulle sue regole, vecchie e nuove.

Le televisioni: orbene, essendo noi televisivi finirà che questo passa per essere un giudizio di parte. Vorremmo invece che fosse solo un piccolo chiarimento. Dunque le televisioni,la nostra nella fattispecie, pagano (molto) i diritti e sperano che tutto vada per il meglio, nella maniera più divertente possibile e negli orari di maggior ascolto. Ovvio. Ma nessun televisivo, nessuno di noi, si sogna di chiamare Ezpeleta chiedendo di accorciare la 125, di mutilare la 250, di salvare a tutti i costi la MotoGp, di vestire i piloti da donna, di mettere a Stoner la parrucca di Platinette, di programmare le gare di notte.

Non accade nulla di tutto questo. Ci mettiamo lì a raccontare e ad aspettare. Ci confrontiamo con la nostra programmazione adattandola al motomondiale anche quando piove e tutto slitta chissà dove e chissà quando. Ma senza imporre nulla. Subendo semmai. Che poi il prodotto finale sia prevalentemente televisivo è, volenti o nolenti, il destino di ogni sport che si possa considerare popolare e di successo.

E se la domenica sera del Qatar siete rimasti in 4 milioni e mezzo (il 20%!) per un’ora ad aspettare il nulla, significa che il motomondiale vi piace quanto basta per essere considerato per l’appunto popolare e di successo.

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24 risposte a “Le bestie nere

  1. tutti in piedi sul divano in motoGP capita 2 volte a stagione, se vuoi alzarti sul divano guarda la SBK e vedrai cosa significa la bagarre!!!

  2. secondo me quello ke dice capitan è completamente sbagliato perchè arrivare secondi significa essere andati peggio del primo e non importa di quanto perchè poi la differenza comunque c’è

  3. anche io sostengo che la differenza tra primo e secondo posto dovrebbe essere maggiore, nello sport conta vincere vero, il mondiale è la somma di tante gare quindi va premiata anche la costanza di rendimento. cosa vuoi fare dare il titolo a chi vince più gare? se fosse così io da team manager da brno userei i 5 motori senza limitazioni per vincere 5 gare poi subirei senza problemi le penalizzazioni per l’utilizzo di altri motori tanto conta il numero di vittorie. il motomondiale non è solo una sfida tra piloti ma anche tra costruttori, chi fa una moto affidabile in grado di ben figurare su ogni circuito merita di essere premiato, il gommista che lavorava meglio meritava di essere premiato. il termine runner up o vice campione non l’abbiamo inventato noi chiedilo a mamola che viene presentato dai commentatori stranieri come 4 volte runner up

  4. Caro Kuroz, ciò che dico vale per tutti e per ogni sport: Nella cultura sportiva non conta che la distanza tra­ primo e secondo sia più o meno elevata,­ l’importante è vincere. Perché qualunque cosa sia­ stata fatta dal secondo, il primo l’avrà fatta­ meglio.
    Il Mondiale non è una gara ma, la somma di­ tante gare. Ogni pista ha il suo campione, colui che­ vince su un numero maggiore di piste è il più bravo,­ come potrebbe essere altrimenti? Tutto il resto è roba­ da ragionieri, nulla a che vedere con lo sport.

    Altrove esiste l’immagine del numero1, del­ vincente, in Italia c’è l’arte di arrangiarsi,­ è il paese dove qualcuno ha coniato il termine­ “Vice Campione del Mondo”, questo dovrebbe­ bastare per capire la mentalità.

    Per quanto riguarda­ Rossi: credete davvero che la differenza tra Stoner e­ Rossi nella prima gara sia di 5 punti?
    Dietro ogni­ vittoria c’è tanto lavoro da parte del team e del­ pilota, c’è rischio, c’è la volontà di­ guadagnare un singolo decimo per ogni giro di pista.­ Poi, a chi arriva 8 secondi prima si concede un bonus­ di 5 punti? Credo che sia tutto molto ridicolo! Bisogna­ rivedere i punteggi…

  5. caro capitan il discorso sul punteggio è piuttosto vecchio, è arrivato il momento di cambiarle solo perchè rossi potrebbe vincere grazie alla sua costanza? il mondiale di hayden è un paradosso sportivo? quello di alzamora?
    la supermoto in esclusiva?ma per favore al massimo puoi dire che dal 98 non gli è mai stata affiancata un’altra prima guida e la stessa cosa si può dire di tanti altri campioni. Analizzando la gara non a caso i due piloti che si erano messi a posto con la gomma morbida, stoner e rossi hanno faticato, le due honda con 10 gradi in più hanno portato in temperatura le gomme e hanno colmato un deficit che venerdì era enorme, lorenzo ha avuto il merito di provare la gomma dura con basse temperature in previsione della gara e ha sfruttato un set-up più adatto a quella gomma

  6. Per quanto riguarda Rossi, credo che l’esclusiva­ sulla supermoto, che lo ha accompagnato per tutta la­ carriera, sia finita.
    In generale: non so da quando­ esistono queste regole(punteggi) ma, penso che sia­ arrivato il momento di cambiarle. Nessuno che ami lo­ sport, praticante e non, potrebbe accettare un­ “paradosso sportivo”. Adesso, siamo­ all’inizio ma, provate a moltiplicare situazioni­ come questa, per assurdo, chiunque potrebbe vincere il­ titolo mondiale senza aver mai vinto in pista o, avendo­ vinto meno…

  7. E bravo il nostro guido! Son d’accordo su tutto o quasi ma non andiamo a discutere di cosa è giusto oppure no; l’unica cosa che mi sento di fare è di augurare a tutti gli appassionati di moto come me che questo bel circo di piloti ed eroi non si avvicini mai alla conduzione F1 rimanendo fedele alla propria origine: tanto spettacolo e che vinca il migliore (sperando sia italiano, meglio ancora se Rossi o Dovizioso 😉 ). Buon motomondiale a tutti 😉

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