La corsa vera

La corsa vera è quella che abbiamo visto e commentato a Motegi. La corsa vera è quella in cui il risultato non è scontato, i sorpassi non si contano, i piloti buoni restano vicini, le gomme e gli assetti sono misteriosi fino al via e anche dopo. Pare insomma che la ricetta per una gara riuscita, bella da vivere e da vedere, sia nella confusione totale. In una griglia di partenza nata senza qualifiche, nel dubbio che le scelte siano tutte sbagliate.

Paradossalmente, questa MotoGP così perfetta, fa emergere il suo lato migliore quando prendi i piloti e li cacci dentro alla speraindio, quando le cavi di dosso la perfezione e la rendi ruspante, un po’ improvvisata. Un aspetto negativo ci sarebbe. I tempi dei giri migliori in gara sono alti, molto alti, lontani dai vecchi record. Ma, onestamente, chi se n’è accorto?  Tranne Stoner, non c’è un solo pilota fuori posto. Ci sta che Lorenzo possa vincere, che cresca, che sia veloce. Che Rossi trovi nella paga presa dal compagno (che lo è solo di fatto) uno stimolo nuovo e fastidioso da aggiungere a quelli con cui di norma lo pungola Stoner. Ci sta che Pedrosa vada sul podio e si ritrovi a lottare in staccata con Rossi che, fino a prova contraria, è il miglior staccatore del mondo. Ci sta che lo stesso Pedrosa metta le sue ruote davanti a quelle del meno esperto Dovizioso. Ci sta che Melandri si riscatti e si vendichi con un trattorino nero che non doveva valere un soldo bucato, ma con il miglior Melandri in sella diventa la migliore delle Kawa mai viste.

Non ci sta che Stoner sia solo marginalmente coinvolto nella bagarre vera.  Lui non è al suo posto. Se annaspa come ha fatto nella prima parte della gara è un obbligo chiedersi il perché e avanzare delle ipotesi. Setup sbagliato? Una brutta partenza che lo ha messo in una condizione umanamente anomala? Una sofferenza per il traffico con il quale da quando è esploso non si misura più?  Te le devi porre tutte le domande. Poi aspetti una risposta, che magari ti smentisca. Il povero Casey aveva un’orrida vibrazione sul freno che gli ha tolto serenità, prestazione e metri in staccata. Amen, capita anche nelle migliori famiglie e rientra negli imprevisti di una corsa riuscita come questa.

Questa che ci offre i tre migliori piloti del mondo racchiusi in tre punti. Come ripartire da zero, settimana prossima, a Jerez. Augurandoci quasi quasi che un altro casìno tolga perfezione e orpelli .

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87 risposte a “La corsa vera

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  3. SI SI ASPETTATE IL RITIRO DI ROSSI (SPERO IL +TARDI POSSIBILE)GIUSTO XK NN AVETE ABBASTANZA SPAZIO X VINCERE..!!!!! INTANTO LE HA SUONATE A TUTTI.by

  4. Sinceramente io non ho mai patito il problema della nazionalità di un pilota, ho sempre guardato più alla bravura e alla spettacolarità di guida piuttosto che al paese di origine.. ma di roba starna oggi se ne sente davvero tanta..
    Io penso che ogni epoca ha i suoi campioni e i suoi fenomeni, alcuni resistono più di altri, altri maturano prima e altri invece, ci impiegano divesre stagioni prima di raggiungere la propria maturità sportiva, ma l’ importante è che per vincere bisogna sempre dare quel qualcosa in più di tutti gli altri.
    Fortunatamnte le moto hanno ancora bisogno di esser guidate da un pilota capace, e anche i set up o le indicazioni per lo sviluppo hanno bisogno del pilota intuitivo e sensibile. questo oggi più che in passato!

    Pec..l’ elettronica è entrata in gioco molto prima dell’ arrivo dei 1000… e dato che sei dell ‘ ambiente saprai che già al tempo di Doohan c’era Itho che provava l’ iniezione sulla nsr, e che di mappature se parla da più di un decennio, solo che non aveva questo vasto impiego e non era di certo così raffinata… da quando le 500 hanno superato i 150cv(da metà degli anni 80) si è dovuto trovare un modo per poter sfruttarne la maggior pencentuale possibile. Allora si è iniziato a fare ricerca su telaio, forcelle e distribuzione dei pesi, materiali.. gomme…ma sopratutto gestioni elettroniche e mappature, fino ad arravire ai primi controlli di trazione, che sono andati crescendo fino ad oggi! Ma questa evoluzione non ha impedito a chi aveva qualcosa in più degli altri di dimostrarlo! Fino a che non vedrò una moto che circola senza un pilota sopra sarò portato a pensare che il fattire umano incide ancora, e che uno vince perchè è in grado di sfruttare meglio degli altri il materiale che ha a disposizione!

  5. Pec… Certo pec,avevo capito bene il tuo discorso.Il cambio di cilindrata con nuove dinamiche del motore,nuove geometrie,curve mostruose (la famosa “parete verticale” di casey) hanno molto cambiato il modo di guidare queste belve con le quali ora il pilota se vuole (e se ce la fa) può fare ancora di più la differenza in curva (ormai siamo quasi ai limiti della fisica;vero lorenzo?vero hayden?)a patto però di meticolosissimi setup che,come ricordava Cisu ora come ora fanno essi la differenza più che il pilota,il motore,l’elettronica etc. Ero e rimango d’accordo con te che questo ragazzo in rosso vada davvero forte, e basta . Anzi volevo dire proprio questo: Questo ragazzo è figlio del suo tempo(elettronica a fiumi e quant’altro) ma non è colpa sua…in questo scenario ci stanno anche gli altri piloti (tra i quali un certo…N°1 di tutti i tempi).Se questo pilota VA COME VA , perchè non dirgli bravo …ai tempi di gardner e doohan non avevamo italiani come vale o loris ,e questi due “canguri” ci piacquero e ci emozionarono…ora c’è un’altro canguro che vola e noi che facciamo? …ma cascava,ma non ha vinto in 125 e 250,ma prima c’erano le 1000,ma io ho vinto 8 e tu 1 etc etc etc. Se dobbiamo aspettare il ritiro del dottore per tornare a sentire dei commenti decenti …beh mi dispiace per Vale (che mi piace tantissimo)ma non vedo l’ora

  6. Roberto..penso che in linea di massima abbiamo una visione piuttosto simile di quello che ci viene offerto oggi dai mondiali di motociclismo in generale! Da appassionato mi posso solo augurare di ritrovare un pò di sano spettacolo, ma se oggi l’ evoluzione e il progresso hanno raggiunto un livello tale da fornirci queste gare, ci dobbiamo adeguare noi, perchè mi risulta difficile pensare che si debba fermare la ricerca e l’ evoluzione, qualsiasi essa sia e dovunque porti! Aspettiamo di vedere cosa ci offre la prima gara europea a dita incrociate..che di concreto noi possiamo ben poco :-)… devo dire che io rimango fiducioso! e che vinca chi lo merita di più!!!

  7. Xroberto
    Ciao roberto.
    La mia intenzione non era sminuire il supporto che da al pilota l’elettronica, ma ho detto soltanto altri fattori che hanno contributo a l’abbassamento dello spettacolo.
    Non li ho detti a caso o perchè me li sono sognati, tenete in considerazione anche quelli, santo cielo.
    Che renda più gestibile un motore più spinto (forse addolcire non era il termine più corretto) rispetto al passato è vero (di fatto questi con motori senza l’apporto dell’elettronica, le moto non sarebbero guidabili, fidatevi!) e lo sviluppo degli ultimi tre anni è stato quello, perchè di elettronica a fiumi c’e ne era anche con le mille, non pensate che L’elettronica sia arrivata ora perchè è una cavolata.
    Per quanto riguarda il tuo discorso su Capirossi cioè che Stoner riesca a potersi permettere un motore più spinto e più appuntito e che questo sia possibile grazie all’elettronica, è vero, ma fino a che questo non sminuirà il valore e il talento del pilota, ma addirittura (in questo caso) la valorizzerà il problema secondo me non c’è e ripeto per quanto riguarda lo spettacolo è una componente meno in importante di quello che si crede.
    Prima era il monogomma la panacea di tutti i mali e non lo è stato, ora bisogna togliere l’elettronica e non lo sarà, e il quadro complessivo ve l’ho già fatto.
    Non vi dico ne chi sono, ne cosa faccio, ma se cerco di portare le mie competenze lo faccio perchè vorrei cercare di farvi capire tutto qui.
    Per ultimo.
    Era così spettacolare la 500 negli anni dei mondiali di Doohan, che non la guardava nessuno (dopo la 250 si cambiava canale)?

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