L’errore e l’onore

L’errore è quella cosa che al Mugello Rossi non si può permettere. L’errore è quella cosa che ti porta a girare con le gomme dure in condizioni di aria e pista fredda quando tutti usano le morbide. L’errore in questo caso è clamoroso. L’esito pure, per Valentino. Ed è una festa per Stoner e Lorenzo.

Ha a che fare con avversari duri, dinamitardi, dai giovani Stoner, Lorenzo e Dovizioso, al vecchio Capirossi. Che quello di Stoner sia stato un Mugello capolavoro è scontato, lì da vedere, molto più della scelta drastica e penalizzante di fidarsi di un consiglio violento. Perché  va bene lavorare in maniera più aggressiva rispetto ai colleghi/avversari dell’altra metà della Yamaha, ma va meno bene affidare in esclusiva alle intuizioni di Peter tecnico della Bridgestone la scelta che vale la gara. Continua a leggere

E adesso tocca a Bernie

Bernie Ecclestone, tocca a lei. Non si tratta soltanto di un auspicio. Crediamo che il tempo per fare la mossa decisiva sia giunto.

Il motivo è semplice: se Mosley non innesta una retromarcia clamorosa, i grandi costruttori escono dal Mondiale 2010. Tutti e certamente, visto il documento di ieri che sottomette l’iscrizione al prossimo campionato all’eliminazione del tetto del budget e ad ogni regola fissata dal presidente Fia in questi mesi.

Quindi, se Mosley tiene duro, il Campionato Mondiale di F.1 conterà cinque squadre iscritte, quasi totalmente sconosciute (se escludiamo la Williams) e probabilmente non tutte attrezzate.

La domanda, a questo punto, è molto semplice: quanto varranno i diritti di questo campionato? In pratica, quanto potrà incassare uno spettacolo del genere? Continua a leggere

Rossi: il solito, grazie

Ma sì, perchè in fin dei conti son due settimane che vi parliamo di questa classifica compressa, di Lorenzo che è sbocciato e maturo, di Stoner che ha amministrato, di Pedrosa che è stato sorprendente. Va bene, tutto vero. Ma è un po’ come se avvessimo perso tutti di vista la realtà delle cose. Se dal 2002 ad oggi qui al Mugello si è visto sempre e solo Rossi, un motivo ci sarà. Come se Valentino avesse un patto col Mugello che lo rende imbattibile qualsiasi attrezzo guidi. Una glorificazione? Sì, vera e propria. Ma meritata, per esperienza, statistica e storia.

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Dacci un segno (e un sogno)

L’appuntamento è per il 30 agosto, forse per quella data, gran premio del Belgio, Jenson Button avrà completato la metamorfosi, forse addirittura il mento si sarà allungato e da paracarro sarà diventato il nuovo Schumacher, sarà diventato campione del mondo. L’avesse fatto un hooligan il paragone nessun dubbio, dritto nel cestino e via dimenticato. Invece a mettere allo specchio Jenson e Michael è stato Ross Brawn uno che Schumi l’ha visto nascere e crescere. Continua a leggere

Bentornata Ferrari

Non è mai stato il loro posto e la cosa eleva l’importanza dei due colpi battuti da Raikkonen e Massa tra gli yacht. Segnale, appunto, che la carestia rossa è finita. Tardi, dirà qualcuno? Può essere, ma intanto è finita. E se migliora ancora un po’ il modo in cui la F60 reagisce alle gomme, il gioco è fatto.

Certo sembra strano parlare di primo podio Ferrari alla sesta gara, ma sapendo come ci siamo arrivati c’è da stappare. Perchè ora non è più una follia pensare anche alla prima vittoria 2009, già che sulla velocità di sviluppo tra Maranello e Brackley (BrawnGP) c’è da scommettere fior di soldi. Insomma, avvicinati i bianchi e quasi del tutto annullato il vantaggio abissale del doppio fondo, si inizia a ragionare. Continua a leggere