Due più due

Bisogna ammettere che quattro pole diverse, tre diversi vincitori e una classifica cortissima dopo quasi quattro gare sono un segno. Il segno forte che qualcosa nel motomondiale sta cambiando. Resta irrisolto il problema della cilindrata. Restano un problema i motori 800, con meno coppia e più regime, resta un problema il livellamento imposto dall’elettronica che ha involuto e ridotto qualità e numero dei soprassi. Ma solo un anno fa era peggio.

Il monogomma è una misura restrittiva, ma come si immaginava, non è più e per nessuno oggetto di discussione. Perchè alla fine nè ai piloti, nè ai team, nè ai giornalisti, nè tantomeno ai telespettatori importa poi granchè del mercato delle gomme di primo equipaggiamento e della competizione tra gommisti. Così, giusto per essere nudi e crudi, ma sinceri. Continua a leggere

L’inizio della fine

Mosley non molla. Seguendo il suo delirio distruttivo, il presidente della Federazione Internazionale non ha fatto una piega di fronte agli argomenti e agli out-out dei costruttori.

Costringendo la Ferrari a compiere l’ultima mossa possibile, una mossa che sta nascosta in un contratto che lega Fia e Ferrari e che riguarda, crediamo, anche la materia tecnica. 

Il che significa cercare un confronto, questa volta in tribunale, per evitare di tener fede alla propria minaccia e cioè di uscire dalla Formula 1.

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Ora parliamo di moto!

La solita scena, che si ripete ogni anno dal primo test di Rossi sulla Ferrari. Lui arriva nella sala stampa del motomondiale e attorniato dai giornalisti italiani, indossando un’espressione mista tra lo sbigottito e il sorpreso, risponde preparato al domandone: è vero che ti interesserebbe la Ferrari? Che tu interessi a loro?

La gara di Le Mans diventa così un orpello ingombrante tra questioni più serie, tipo la Ferrari appunto. Alla quale, ci risulta, Valentino ha già detto un no quando la questione fu veramente cruciale e la sua carriera fu davvero ad un bivio. Non sa dire di no, non sa fare lo scocciato alla domanda-tormentone, anche per non scontentare la Ferrari stessa per la quale (nella persona squisita di Stefano Domenicali) nutre rispetto e stima. Così la storia si trascina un altro po’, rifornendo di armi i critici, offrendo uno strumento gustoso per un lieve rilancio di immagine della Formula Uno più incasinata del secolo, scorso e attuale. Continua a leggere

Complimenti mister Mosley!

Complimenti mister Mosley! Appurato il numero di quelli pronti alla ritirata, in attesa di altre notizie dal fronte, la griglia di partenza della prima gara del 2010 sarà composta al massimo da 10 macchine. Un successone insomma. Avete presente il Gran Premio di Indianapolis del 2005? Bene, lo scenario sarà più o meno simile. Dei puntini colorati confusi in un mare di asfalto. Pubblico zero ovviamente. Continua a leggere

La F1? Gioca a poker

L’annuncio del CDA Ferrari era atteso ed è per molti versi un atto inevitabile. Mosley ha prodotto una tale serie di forzature da costringere Montezemolo (e non solo lui, vedremo nei prossimi giorni quali grandi firme lo seguiranno con altrettanta chiarezza) ad andare a “vedere” sino a che punto il presidente della Fia vuole portare questo gioco massacrante. Abbiamo detto e scritto più volte circa il rischio di un non ritorno, viste le mosse di mr. Max. Beh, ci siamo quasi. O, almeno, siamo ad una affermazione pubblica e autorevolissima che fa già storia. Continua a leggere