Ferito dentro

E’ caduto, ancora, sul femore rotto. Intirizzito dal sudore, sfatto, a terra. Eppure si rialza, si rialza sempre e tira avanti. Scrollato da una forza dentro che è un chissachè, da forze fuori che chissà cosa sono. E’ un toprider di sicuro, ma di quelli coi fiocchi. Di una pasta delicata, sfortunatamente troppo delicata per vincere questo e quello. Per buttarsi dentro in quei piccoli grandi duelli verbal-motociclistici che stanno lanciando la rivalità Rossi-Lorenzo a livelli da prima pagina.

Dani Pedrosa continua a essere un mistero della natura. Se è vero che a suo tempo sostenemmo che quel fisico gracile che si porta in giro sarebbe stato troppo poco per la MotoGP, ora ci viene il dubbio che il sospetto fosse fondato, ma che ci sia anche dell’altro.

Quanto ci meraviglieremmo se un giorno, entro i trent’anni, Pedrosa dicesse basta? Basta con le moto, con le illazioni, con le fratture, le imposizioni (è proprio necessario correre qui?), gli sponsor, i costruttori, basta. Per raggiunti limiti di sopportazione. Per via che la gioventù di un ragazzo che fa il mestiere più bello del mondo è passata via come una vecchiaia coi suoi acciacchi e le sue preoccupazioni.

Ci pentiamo di aver scherzato, in passato, sulla durezza del Puig manager che “se non fa quello che dice lui gli spacca un braccino”. Ma sì, perchè in fin dei conti a guardare il Pedrosa degli ultimi due anni lo spaccato è anche peggiore dell’ironia. E a questo punto non c’è una persona del paddock che possa dire di non voler bene a Pedrosa. Gli si vuole bene, eccome, perchè è educato, corretto, carino e soprattutto prigioniero di qualcosa.

Chi sia o come sia Puig nell’intimità del vincolo stretto con il suo giovane assistito non riusciamo a capirlo. Non lo sa nessuno. Che ci siano di mezzo gratitudine e fiducia non si discute nemmeno. Soldi, idem. Ma di spensieratezza in giro neanche l’ombra. L’impressione è, piuttosto, che si prenda tutto terribilmente sul serio, con un’assenza di leggerezza che non è compatibile con l’età del pilota, con il divertimento della prestazione motociclistica. Uno scambio reciproco di sofferenze.

Quanto è tenero Pedrosa quando sorride? Molto, moltissimo anzi. Ti apre il cuore, ti spinge dentro la voglia di fargli una carezza. Ma dura un istante. Non è tenuto per contratto ad essere sorridente con gli amici, conciliante e caciarone coi giornalisti. Ma nemmeno a credere che ci sia una fregatura dietro ad ogni angolo. Non c’è. Ce ne sono alcune che con un pizzico di furbizia passano fugaci senza lasciar traccia.

Le introversioni, le gastriti e le ulcere, i musi lunghi dell’entourage sono un grande classico e peggiorano ovviamente di caduta in caduta. Ma quello che si fa male è sempre e solo Dani. Che si rialza, sempre, con più voglia di correre e meno voglia di sorridere. Quando a 24 anni dovrebbe, forse vorrebbe, solo considerarsi un ragazzo più fortunato degli altri.

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60 risposte a “Ferito dentro

  1. Dani ha detto recentemente che Alberto Puig sarà sempre cn lui..secondo me nn cambia manager xk è stato lui a scoprirlo e a portarlo in 125,e ad aver avuto fiducia in lui..e cmq è mlt legato a Puig..daniiii cambiaaaaa!!!!!!!!!faresti sicuramente benissimo!!!!!sperando che la fortuna x una volta stia dalla tua parte…

  2. lo scrivo per dani…faresti meglio a cambiare manager…xke non lo fai? non capisco vuoi essere un perdente per sempre… che cosa ti impedisce di farlo

  3. In effetti è proprio impossibile non volergli bene.. con quella coppa in mano, il musetto sorridente e gli occhi velati di tristezza, forse? Incazzatura?

  4. rossi ha avuto fortuna in quel sorpasso?
    cosa devono vedere i miei occhi…quello si e buttato con tutta l’intenzione di passare lorenzo altro che fortunato…lo ha passato a rischio di cadere…voleva fargli la sorpresa , ed essendo l’unico pilota ad aver fatto un sorpasso in quella curva(anzi addirittura 2,vd.barcellona 2007)vuol dire,e ammettetelo una buona volta,che rossi e un gran pilota…comunque era solo per precisare…in quanto a pedrosa io tifo rossi ma lui e fenomenale…le sue prestazioni non vengono mai messe in risalto,ma dani e veramente forte..non fosse bloccato a livello psicologico da quel tiranno di puig pedrosa vincerebbe tante gare…ma ogni anno si fa male alla prima caduta,e poi si tira i dolori per tutto il mondiale…l’anno scorso e stato male dalla gara 10 dove e caduto fino alla fine…quest’anno si e fatto male e non si e ancora ripreso…arrivera un anno senza errori???spero per lui di si perche puo giocarsi qualcosa di importante.

  5. Bravo Guido, gran bell’articolo. Dal primo anno di 125 mi sono entusiasmato guardando correre Dani e vedere un talento del genere non totalmente espresso mi dispiace davvero. Qualcosa che non va attorno a lui è sicuro che c’è.
    Ma nessuno riesce a far capire a Pedrosa che deve cercare una svolta nella sua vita di pilota, (cambiando magari anche squadra oltre che manager) per poter affrontare le gare con un sorriso, visto che, come hai scritto, sta facendo il mestiere più bello del mondo senza accorgersene?
    L’hanno fatto Valentino, Lorenzo, Melandri … forza Dani, il coraggio non ti manca!!!

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