Dentro quella curva

Rossi costruisce in una gara, se ce ne fosse bisogno, una popolarità abnorme, inventandosi un sorpasso che sfida la fisica e la psicologia. Quando pensi che la gara sia persa lui la vince, con il vecchio smalto, la malizia antica, il tradizionale coraggio. Penetra nelle nostre storie di ogni giorno come prototipo di professionista riuscito. Chapeau. E se ci pensi è solo sport.

Ci vogliono coraggio e fortuna per entrare in quella curva e uscirne davanti senza perdere la corda. Ci vogliono talento e capacità. O lì o mai più. Devi sperare che ti venga. E in questo caso l’esperienza di otto mondiali conquistati con 99 vittorie fa il suo. Lorenzo prende paga, Stoner (ammirevole) fa terzo, quello che ti immaginavi guardando le sue prove qui sempre un po’ storte. Continua a leggere