Buoni segnali per il futuro

La speranza è quella di divertirsi un po’ di più da qui ad Abu Dhabi. Speranza anche piuttosto concreta, visto l’andazzo del mondiale fino a ora. Doveva o meglio temevamo che dovesse essere una stagione monopolizzata dal Giasone e invece eccoti sprazzi di altro, sempre ben accetti. E se la Red Bull si è energizzata a tal punto da tirare una prima graffiata (Cina) e mollare poi un colpaccio di quelli pesanti (qui), perchè non dovrebbe succedere la stessa cosa con altri, chessò: Ferrari? Continua a leggere

F1, mettiti in moto!

Siamo qui in attesa di una replica. Tocca alla Formula 1, adesso più che mai, dare un segno di vitalità, brio, sciabola simile a quello dato dal Motomondiale a Barcellona. Certo, ci sono Button e Barrichello al posto di Rossi e Lorenzo, ma è indispensabile alzare la media, togliere la noia. Una noia stereofonica. Questa lite tra Mosley e i costruttori non solo è ormai inguardabile, inascoltabile, stucchevole. Continua a leggere

Dentro quella curva

Rossi costruisce in una gara, se ce ne fosse bisogno, una popolarità abnorme, inventandosi un sorpasso che sfida la fisica e la psicologia. Quando pensi che la gara sia persa lui la vince, con il vecchio smalto, la malizia antica, il tradizionale coraggio. Penetra nelle nostre storie di ogni giorno come prototipo di professionista riuscito. Chapeau. E se ci pensi è solo sport.

Ci vogliono coraggio e fortuna per entrare in quella curva e uscirne davanti senza perdere la corda. Ci vogliono talento e capacità. O lì o mai più. Devi sperare che ti venga. E in questo caso l’esperienza di otto mondiali conquistati con 99 vittorie fa il suo. Lorenzo prende paga, Stoner (ammirevole) fa terzo, quello che ti immaginavi guardando le sue prove qui sempre un po’ storte. Continua a leggere

Ferito dentro

E’ caduto, ancora, sul femore rotto. Intirizzito dal sudore, sfatto, a terra. Eppure si rialza, si rialza sempre e tira avanti. Scrollato da una forza dentro che è un chissachè, da forze fuori che chissà cosa sono. E’ un toprider di sicuro, ma di quelli coi fiocchi. Di una pasta delicata, sfortunatamente troppo delicata per vincere questo e quello. Per buttarsi dentro in quei piccoli grandi duelli verbal-motociclistici che stanno lanciando la rivalità Rossi-Lorenzo a livelli da prima pagina.

Dani Pedrosa continua a essere un mistero della natura. Se è vero che a suo tempo sostenemmo che quel fisico gracile che si porta in giro sarebbe stato troppo poco per la MotoGP, ora ci viene il dubbio che il sospetto fosse fondato, ma che ci sia anche dell’altro. Continua a leggere

Giochi da duri

Duri d’orecchie duri di comprendonio, duri nel carattere. Montmelò è un campionario sensazionale di situazioni bislacche, tese, divertenti, o anche solo agonistiche.

Abbiamo visto Daniel Pedrosa uscire dal box a fine prove, zoppo zoppo poverocristo, per infilarsi dritto dritto nel camion-spogliatoio. Sì, peccato fosse quello di Dovizioso! Alberto Puig era fuori, che ringhiava in mezzo a un plotone di catalani entusiasti e urlanti più del Puig medesimo. C’è voluto un po’ per tirarlo fuori e reindirizzarlo nel camion giusto il buon Camomillo sofferente. Sofferente per ‘sto femore rotto, sofferente per tutta questa gente che al grido di “Animo Campeon!” lo tocchiccia, lo strapazza, lo spettina, come fosse un orsacchiotto. Giù le mani santo cielo, che fastidio! Continua a leggere