Caso Stoner: un’altra chiave

Io non credo alle voci che circolano sui cattivi rapporti tra Stoner e la Ducati. Lo ribadisco qui, con il massimo della serenità, cercando di rimanere fedele a quella distanza ideologica ed editoriale dalle speculazioni che in questo periodo hanno invece trovato nel paddock terreno ultrafertile.

Il Casey Stoner che conosciamo, da anni ormai, non gestisce le mezze misure. E’ un ragazzo strano, senza dubbio, strano e incazzoso, ma anche intelligente e ipersensibile. Suo padre Colin, che gli fa da manager, che in questi giorni parla per lui e che forse è pure atavicamente troppo ingombrante nelle cose del figlio, è esattamente come Casey.

Nel senso che entrambi, se ci fosse un problema determinante nei rapporti con la Ducati, non esiterebbero a dirlo. Con un’esplosione magari tatticamente sbagliatissima, ma non se ne starebbero zitti. Di questo sono convinto. Il problema non si pone.

Guidare per un quinto posto vomitando, a uno che sa di poter vincere, non può che fare schifo. Quindi ci sta che si sia voluto fermare. Stoner si è preso una pausa, che oltre a servire per rimettere a posto un fisico troppo stanco, servirà anche per capire quando, ma soprattutto come intenda tornare in questo mondo che forse davvero gli sta stretto. E’ folle che uno strapagato e strasponsorizzato si prenda un pausa, sparisca, ciao ciao.

E’ folle, sì, anche se c’è un che di genuinamente schietto e romantico in questo fottersene bellamente dei crismi di una dimensione tutta obblighi e affari. E concederglielo, alla fin fine, potrebbe essere stata anche l’unica mossa giusta da fare. A Stoner piacciono i 45 minuti della corsa, quelli che gli scatenano la fame. Li adora, l’abbiamo capito. Non sembra saper digerire invece tutto quello alla corsa sta intorno. Che è poi il prezzo da pagare, a esserne capaci. Stoner sta cercando di capire anche questo. E’ il minimo.

I nuovi esami medici ai quali si è sottoposto in Australia presentano qualche valore ormonale sotto la norma. Che si giustifichi così il suo crollo fisico è ancora da capire. A due mesi di distanza insomma la sindrome rimane misteriosa, ma terribilmente reale.

In questo senso sembra assurdo anche, è vero, che nessuno in Ducati si sia preso la briga di partire per l’Australia e andare a verificare di persona cosa stia facendo esattamente il proprio patrimonio. Ma se questo tipo di solitudine fosse esattamente ciò che Stoner ha chiesto per sé? E’ un fatto certo che Stoner non c’è per la Ducati. Ma non c’è neanche per gli sponsor, non c’è per i giornalisti. Non c’è però nemmeno e soprattutto per gli amici più cari (pochissimi, ma fedelissimi) che ha nel paddock. Il che conta più di tutto e qualcosa vorrà pur dire.

Stoner insomma se la sta vedendo con i malanni di Stoner, combattendo con Stoner, alleandosi con Stoner, contando su Stoner. Una storia di solitudine con due opzioni: la fine di Stoner, il nuovo inizio di Stoner, molto più forte di prima.

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82 risposte a “Caso Stoner: un’altra chiave

  1. rispondo a 69ares69

    effettivamente è da un po che ipotizzo che almeno una parte dei problemi di stoner possano derivare da problemi con la consorte. se son corna nn lo so, ma è davanti agli occhi di tutti che i due in pubblico nn sono mai stati molto aperti, anzi.. nel 2007 erano leggermente piu spigliati, cioè si vedeva che c’era del tenero anche se erano entrambi molto riservati. negli ultimi mesi(anche quando stoner rientrava dalla corsa distrutto) nn mi è mai parso che adriana fosse preoccupata o in pena per il marito…la vedevo sempre molto fredda e distaccata..
    bah ricordare le emozioni di ingrid capirossi quando loris vinceva o perdeva??oppure gibernau e sua ex ai tempi, oppure melandri e la bruna cavallona(approposito sei davvero stupendaaaa!! 😀 bravo macio :P)

  2. Bravo stefano sono pienamente d’accordo.

    Stoner tornerà, è giovane, ma non tornerà al livello del 2007 ed è un peccato perchè ora che le moto sono grossomodo pari vedere dei duelli a 3 o addirittura a 4 sarebbe stato fenomenale, ma pazienza, stoner è finito, secondo me quando tornerà alle corse sarà al livello di pedrosa, cioè quando ha la giornata giusta corre come un razzo, ma la giornata giusta c’è 2 volte in un mondiale (laguna e indy fino a prima della caduta per pedrosa)

  3. credo che il male di Stoner sia il male più vecchio del mondo… Problemi di donne e di corna… Voci molto riservate dal paddoc riportano che qualcuno dello staff tecnico ducati si sia “fatta” la cara Adriana. Questo giustificherebbe tutti i mistreriosi mali di Stoner. A chi di voi non verrebbero problemi psicologici e rigetto verso l’ambiente in cui lavora? Chi di voi sarebbe pronto a rivelare pubblicamente una cosa del genere? Credo che il caro Stoner sia lontano dal ritornare…

  4. secondo me filippo hai prorpio ragione quando dici che la moglie non glie la da più. Facciamoci caso che il primo anno in ducati era fresco di matrimonio e andava come un missile. Appena ti sposi ti senti “immortale” poi quando le cose cominciano a non andare (in famiglia) sei sempre incavolato, nervoso e non hai voglia di fare un cavolo. A noi “tocca” lavorare per forza, lui ha la possibilità di dire non ce la faccio e non vado. Il detto che dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna non è a mio avviso una fesseria. Che ne pensate?

  5. Secondo me il problema di stoner è che sua moglie adriana non gliela da più 🙁

    No dai a parte gli scherzi mi auguro che stoner torni presto perchè la moto gp senza un personaggio di tale valore perde molto…

    E forse molti di voi non hanno ancora capito che se vediamo delle gare così belle è grazie a tutti loro quindi forse sarebbe il caso di andare un po’ oltre ai soliti discorsi forza uno forza l’altro, il migliore è rossi il migliore è stoner…
    sono tutti dei grandi e tutti danno spettacolo quindi ognuno di loro è importante!

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