Latin lover

Il problema riguarda la fretta. Di Alonso, alle prese con una occasione di rivincita decisiva; di questa Ferrari molto giovane e poco gratificata. Servirà tempo e fortuna, ammesso e non concesso che la Formula 1 vada verso una stabilità mentale e regolamentare sopra il livello di guardia. Ma adesso, al cospetto di un binomio davvero forte, alla fine di un lungo flirt, possiamo guardare avanti con una fiducia diversa.

La comitiva di Maranello avrà un timbro più latino, il che significa temperature più alte dentro il box, durante i lunghi inversi di lavoro, nel corso dei meeting, ma dovrà fare i conti con aspettative elevatissime, dato questo 2009 di magre, dato lo smalto del binomio. In questo senso le mosse di Alonso dovranno essere precise e attente perchè la Ferrari ha una struttura diversa rispetto alla Renault, perchè la convivenza con Massa costituisce un tema forte del prossimo futuro. Continua a leggere

Cosa cambia con Alonso

La Ferrari ha annunciato l’ingaggio di Alonso. Si tratta di un’ottima notizia, peraltro data con larghissimo anticipo da questo sito. Buona notizia perché? Perché Alonso ha personalità e carattere (cosa che non hanno Raikkonen e Massa, per ragioni e misure diverse), perché ha una attitudine al lavoro con la squadra molto marcata, perché offre uno standard di rendimento gratificante per chi lavora con e per lui.

Insomma, tocca ad Alonso rilevare una parte dell’eredità Schumacher rimasta vacante. E cioè, ripristinare un filo continuo e diretto con una squadra che ha bisogno di risposte più certe, concrete e costanti dal pilota leader. Sul presente e sul futuro. Continua a leggere

Per fortuna c’è Hamilton

Per fortuna siamo vicini ai titoli di coda della più brutta stagione nella storia della Formula 1. Anche a Singapore i candidati al titolo hanno giocato ad auto eliminare le rispettive candidature.

Mark Webber è matematicamente fuori dalla lotta, zero punti nelle ultime quattro gare, un disastro insomma, con le responsabilità da dividere tra lui e la squadra. Sebastian Vettel – l’unico vero talento tra i fantastici quattro – si è dimostrato ancora troppo acerbo.

Da una parte il bimbo prodigio paga per i limiti della Red Bull, ma dall’altro è stato eccessivamente discontinuo nell’arco del campionato. La matematica ci dice che Vettel è ancora in corsa, ma 25 punti a tre gare dalla fine possono spostare la fine del sogno di una gara. Continua a leggere

Il lato oscuro di Alonso

“Sono andato a Parigi per aiutare la FIA”. Sono le prime parole pronunciate da Fernando Alonso dal suo arrivo a Singapore. Un pensierino buono per mettere una pietra tombale sul rapporto con Flavio Briatore, il manager che lo ha scovato a 18 anni e lo ha portato a conquistare due titoli mondiali. Una sorta di secondo papà che aveva riaccolto Alonso alla Renault dopo la complicata esperienza alla McLaren. Continua a leggere

Le prove dove sono?

Flavio Briatore radiato da ogni attività motoristica a tempo indeterminato, non potrà più nemmeno gestire piloti impegnati in gare ufficiali. Questa la decisione del consiglio mondiale Fia. Una condanna all’ergastolo, accanita, severissima. Ben più grave della squalifica per 5 anni inflitta al capotecnico Symonds mentre a Nelsinho Piquet che pure ha cospirato per produrre l’incidente volontario di Singapore viene garantita totale immunità.

Le prove? La Fia si è accontentata dell’ammissione di colpa offerta dalla Renault che diventa quindi la principale accusatrice del manager italiano. Il quale ha ora la sola possibilità di ricorrere presso al giustizia civile, cosa che farà senz’altro a brevissima.

Abbiamo ipotizzato che questo processo potesse somigliare ad un regolamento di conti. Questa sentenza per molti verso lo conferma. Abbiamo ipotizzato un doppio patto tra la Fia Piquet e la Renault. Questa sentenza non cancella il sospetto. Perché non contiene alcuna spiegazione, alcuna prova esplicita. Continua a leggere