La parabola dei Rossi

Graziano Rossi è straniante, folle, bislacco, tifoso, insostituibile. Non le pensa, le crea. Stavolta è la “parabola del matrimonio”, sparata lì al termine di una delle più straordinarie gare di Valentino: “Se in un matrimonio -dove la moglie è la Yamaha e il marito è Rossi-, c’è la moglie che fa la furba, un marito come Rossi di altre fidanzate ne trova molte…e la Yamaha ha mille modi se vuole di alzare la gonna fino a chissadove”.

Non entra nello specifico, ma sottolinea uno scontento di fondo che avvolge il figlio. Uno scontento rimandato, o sottolineato se preferite, dalla gara di Misano, che è la corsa perfetta in tutti i sensi. Perché è addirittura un noioso capolavoro di velocità, una esaltante manifestazione di integrità, a dispetto di anni 30 compiuti contro i 20 degli avversari più forti. Quell’imprudenza inevitabile e vincente del giovane si oppone al talento e al ragionamento puri del veterano.

In  Yamaha nessuno è scemo, sanno perfettamente con chi hanno a che fare su entrambi i fronti. Progettano legittimamente un futuro che è tanto più a rischio quanto più passano gli anni che avvicinano Rossi alla possibilità di un ritiro o di un cambio di sfida. Per questo Rossi dovrebbe digerire il tipo di investimento dell’azienda che gli dà la moto.

C’è solo il dubbio che a Valentino sia mancata un po’ di chiarezza da parte della Yamaha in questa fase. Che si sia sentito tradito da un piccola, ma sostanziale, mancanza di trasparenza e di dialogo laddove li ha sempre avuti. Perché Lorenzo è passato dalle Michelin ai benefici delle Bridgestone stravolute da Valentino a costo di passare per capriccioso e a rischio di sputtanamento a vita. Perché Lorenzo beneficia in toto dello sviluppo esclusivo di Rossi, come già detto. Dalla Yamaha Rossi prende molti molti soldi; altrettanti o di più ne fa però guadagnare. E’ semplicemente un rapporto che è rimasto equilibrato e che sta attraversando un piccolo disequilibrio perché son cambiate le variabili e i tempi senza che nessuno pianificasse una strategia. Amen.. Per dire che non c’è bisogno di prefigurare nessun dramma.

In questo contesto si inseriscono le possibilità future tutte da verificare, si inserisce la gara di Misano che ridimensiona le chiacchiere dal punto di vista di Valentino. Va così forte che parla da solo, almeno in questa occasione. Niente episodi, staccate al limite, cadute, solo uno che va e non lo prendi più.

Per accontentare Rossi e anche Lorenzo, una sola cosa può fare la Yamaha che non li differenzia più nemmeno per le gomme: restituire una variabile al duello, in modo che ognuno se la gestisca come meglio crede. In pratica basterebbe chiudere i computer sempre aperti e ognuno faccia come crede. Trattandosi di piloti con una considerazione altissima di sé, sarebbero contenti entrambi.

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450 risposte a “La parabola dei Rossi

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  2. Bè cosa dire Vale a fatto stramaledettamentebene ad andare in ducati per mille motivi. Ma quello piu importante è dargli paga e dimostrare a tutti se ancora serve chi è il migliore.Perchè anche se la spagnoletta a vinto il mondiale non basta a nessuno con un pò di buonsenso.Approposito grande Sic.e grande Dovi siete i prossimi campioni ciao

  3. secondo me è arrivato il momento che SuperVale cambi aria, la Yamaha si dimostrata irriguardosa nei suoi confronti..se hai una prima guida come Rossi 9 volte campione del mondo e nessuno,ripeto nessuno in grado di eguagliarlo, allora non possono permettersi di trattare Lorenzo al suo pari..quindi….Benveniuta Desmo!!!!! Sarà il nuovo cavallo vincente per Vale, ne sono sicuro… un’altra cosa mi spiace che Terruzzi abbia dovuto chiudere il suo forum per colpa di quattro dementi piccoli piccoli. Forza VALE FORZA DUCATI FORZA ITALIA

  4. Ciao Loris Reggiani, ho una domanda da farti…..premetto che tutta la mia famiglia è una grande appassionata di motomondiale e mio padre chiede che fine ha fatto la macchina che avevi creato con 4 motori yamaha 1000 e a cui hai dato il nome di ROSINA, spero di non aver sbagliato, Ti ringrazio in anticipo. Sempre e comunque FORZA VALEEEEEEEEE

  5. Ciao Guido,il poeta di noi motociclisti.Ho 1 dubbio quando dici che in Yamaha nessuno è scemo!Siamo colleghi e vicini di porta dei ragazzi della MOTOGP e SBK in Yamaha Motor Italia,tutti motociclisti e appassionati del nostro lavoro. Almeno fino a lunedì scorso,perchè dopo aver vinto domenica mondiali in tutte le categorie e con l’impegno di tutti, ci hanno licenziato in 50 persone dell’area produttiva con motivazioni e metodi che definire inumani è dir poco.Causa trasferimento produzione di motoveicoli in Spagna cancellano 25 anni di onorato lavoro senza che nessuno si opponesse, anzi…Non cerchiamo miracoli,ma solo qualche frase di solidarietà durante la diretta dell’ultima gara,perchè come VALENTINO insegna,la moto si muove con la passione delle persone vere e non di tutti i “cravattini ” che distruggono famiglie e cancellano persone come fossero file da cestinare! Grazie e continua a farci sognare davanti alla tv,TUTTI IN PIEDI SUL DIVANO!

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