Hamilton, averne!

Ci sono piloti che non mollano mai. Nemmeno alla fine. Nemmeno quando il premio in palio non comporta nessuna gloria.

Ci sono e, viene da dire, per fortuna. E’ una questione di orgoglio soprattutto oltre ad una quota di agonismo fuori misura, che non si ammorbidisce nemmeno quando la stagione entra storta e non c’è modo di raddrizzarla davvero.

Lewis Hamilton è di questa pasta. La pole di Abu Dhabi non è soltanto la dimostrazione di forza di una McLaren che, a differenza della Ferrari, ha portato avanti lo sviluppo fino all’ultima gara. E’ anche (e soprattutto) la dimostrazione della sua forza di volontà. Continua a leggere

Fine. Per fortuna

Partenza del Gp del Brasile

Si chiude ad Abu Dhabi un anno orribile per la Formula 1. Con la speranza che il prossimo sia meglio, altrimenti il circo smonta e ciaopepp. La Brawn, dominatrice della stagione, è stata abilitata da Mosley per alimentare la sua guerra privata con i costruttori (Ross Brawn è un grande tecnico, sia chiaro, ma questa vettura aggira i regolamenti, semplicemente). Ferrari, McLaren e Renault hanno lavorato come bestie inutilmente per approntare il kers, spacciato come fondamentale (costosissima) innovazione. Con il risultato di correre contro chi del kers se ne frega da sempre, avvantaggiandosi su altri fronti. In aggiunta, una corsa ai ripari che ha prodotto spese elevatissime e risultati scadenti perché non si può adattare al meglio una vettura nata con caratteristiche diverse. Continua a leggere

Il gallo e la gallina

Valentino: un gallo vero, altro che vecchia gallina.

Nono titolo, proprio così. Con dentro una maturità pari alla qualità. Ha avversari forti, ed è vero. Ma Stoner, che ha vinto queste due ultime corse, corre in totale relax, ha sfruttato una situazione delicatissima dei due candidati al titolo e tre mesi di sosta che sono un lusso assoluto, pur rispettando i suoi disturbi.

Lorenzo è tosto, come si dice con troppa frequenza. Ma va in confusione con una facilità preoccupante, soprattutto quando deve gestire una situazione non necessariamente tesissima. Continua a leggere

Aspettando l’alba malese

Aspettando la gara fa caldo. Ma aspettando la gara fa anche un freddo boia, qui in sala stampa dove l’aria condizionata è fissata a dieci gradi per raggiungerne sedici che son comunque troppo pochi. Son passati di qui i piloti della prima fila, con le felpe al collo per evitare lo shock termico. Qui a dirci lo scontato di una giornata che a Rossi ha dato la settima pole della stagione. E se davvero a questo punto fosse la vigilia del suo nono titolo mondiale, la pole è stata più che degna. Esagerata. E’ andato troppo forte per essere vero, come un Rossi che caccia fuori le unghie quando sente vicino vicino il profumo della preda. Aspettando la gara ti immagini come potrebbe cominciare. Continua a leggere

Todt, vedremo…

Il nuovo presidente della Federazione Internazionale, Jean Todt, somiglia molto al vecchio, Max Mosley. Non a caso era il candidato prescelto per la successione. Per la quale il francese ha mobilitato persino Schumacher, più una serie di personaggi più o meno decisi. La sua elezione era scontata e non elimina e perplessità di chi spera che la Federazione Internazionale cambi segno, che esca da maneggi costanti e oscuri, che faccia politica sportiva illuminata, che la finisca di offrire una commistione tra interesse privato e pubblico ufficio. Continua a leggere