Solo del rispetto

La notizia della tragica scomparsa di Mauro Tecchi, marito di Stefania, la Stefy, la mamma di Valentino, si è insinuata in un lampo tra gli abitanti della sala stampa. Ebbene, la reazione è stata sorprendentemente etica, umana e profonda. Abbiamo capito – nessun giornalista escluso – che non era il caso di scatenare neppure un accenno del tipico accanimento giornalistico. Uno di noi, il più esposto di noi, Valentino Rossi, che sul senso del privato è anche il più rigoroso, riservato ed intimista di tutti noi, è stato toccato nel profondo;  la cosa migliore che potessimo fare era stendere una coperta morbida e delicata di rispettoso silenzio. Che poi ci avrebbero pensato i colleghi da casa, i giornali, i tg. Non noi qui, che litighiamo magari sulle questioni dello sport e della prestazione, ma condividiamo tutti un’unica lontananza da casa, dagli affetti, dalle nostre mogli, i nostri figli, le nostre mamme e i nostri papà. Anche se facciamo il lavoro più bello del mondo.

Così con Valentino si è parlato tranquillamente di qualifiche e di moto in un momento peraltro tremendamente delicato della stagione; un’ottava sotto però, consapevoli noi, consapevole lui del nostro sapere. Dritto negli occhi, ma ricchi tutti di una solidarietà silente e inutile da esprimere. Stefania stessa non merita nulla di diverso in queste ore di dramma. Prototipo della discrezione, della dolcezza e della determinazione, della rettitudine e del senso materno, dalla parte dei figli sempre e comunque, in queste ore la Stefy non sarà sola, ma solitariamente immersa in un dramma che è acuito dalla lontananza geografica dal figlio che vorrebbe avere accanto a sé, proprio adesso. Immaginiamo. Questo figlio così esposto, così proprietà del mondo, così obbligato a volte e per qualche verso a dire la sua su tutto ciò che si muove sulla terra. Il rapporto  tra Valentino e la Stefy è uno dei più dolci e profondi che ci sia mai capitato di testimoniare.
Credeteci. Loro si intendono con un lampo degli occhi. Loro si soffiano un bacio sfiorandosi le labbra in un angolo del box quando un mondiale è vinto. Magari quel bacio è l’ultimo della fila di chi vorrebbe complimentarsi, ma è il più importante. Ora lui penserà di tornare a casa per starle vicino, ma dopo la gara per poi ripresentarsi in Malesia, lei, invece, gli chiederà di fare esattamente il contrario che tanto le cose non cambiano. E in una dinamica intensa come la loro chi se la sente di entrare dando un’indicazione, inserendo un’interferenza?

Il povero Mauro Tecchi era un uomo bello, giovanile, gioviale e giocherellone, una presenza costante nei paddock d’Europa, affettivamente legatissimo anche a Luca, giovane fratello di Valentino. Qualcosa di “largo”, che aveva a che fare con il concetto tipico dell’amico di famiglia, da anni.

Questo era Mauro Tecchi, rapito da se stesso e da un personale, immenso, e inspiegabile dolore. Con Stefania può aver vissuto la più bella o la più controversa storia d’amore del mondo come ci racconteranno i giornali. Forse entrambe le cose. Le circostanze della fine, quello che c’è dopo, ovvero adesso, generano dolori esclusivi e non interpretabili. Un abbraccio a Mauro che non c’è più, a Stefania e Valentino che restano qui, capaci come sempre di capire insieme cosa fare e come farlo. Un abbraccio davvero.

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66 risposte a “Solo del rispetto

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  3. Parole davvero toccanti,uno stupendo articolo dal quale si evince il rispetto per l’uomo ancor prima che per il campione…
    Un affettuoso abbraccio alla Stefy,a Valentino e al piccolo Luca.

  4. sinceramente nn sapevo neanche che valentino avesse il patrigno ma sono molto dispiaciuto x loro un applauso a tutti x la professionalità e x l’umanità

  5. Vi siamo vicini con il pensiero… Forza Stefania speriamo tutti di rivedere il tuo bellissimo sorriso il più presto possibile. (Grazie Guido per questo “spazio”)

  6. il dolore è sempre un fatto privato e si consuma nell’anima……… rispetto per chi non c’è più ….e cioè per chi si è tolto la vita ……questo si che mi rattrista , è il pensare alla solitudine alla disperazione di quest’uomo solo nell’ultimo istante della sua vita.
    Condoglianze alla famiglia

  7. Per Angelo: complimenti per la prontezza del tuo cervello, e per la bella peluria che hai sullo stomaco, complimenti davvero, impara a vivere che è meglio. E bravo Guido Meda, un essere umano vero a confronto purtroppo con qualche imbecille vuoto come una lattina.
    Vale ti siamo tutti vicini un abbraccio a te e alla tua mamma.

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