Paracarro world champion

E’ il primo paracarro campione del mondo, a voler essere cattivi, ricordando la definizione data a Button da Briatore. Più realisticamente abbiamo il titolo assegnato a un buon pilota, a un bravo ragazzo. I meriti vanno in gran parte a Ross Brawn, alle sue doti tecniche, alla sua furbizia, visto che stiamo parlando di una macchina che ha aggirato i regolamenti, legalizzata soprattutto per motivi politici da questa Federazione disgraziata. Continua a leggere

Rossi, un Mondiale più vicino

Non ha vinto il mondiale, no, ma che passo avanti. Quello di Valentino è un secondo posto che dice essere il più bello della sua carriera. La sostanza del ragionamento è nella gara a cercare di tener dietro a Casey Stoner con la sua Ducati. Phillip Island ormai, lo dice la storia è una questione di condominio tra i due. Va proprio fortissimo Stoner qui. Tenergli dietro è proprio solo roba da Rossi, tant’è che alle loro spalle han fatto il vuoto e basta. Dire che Stoner è guarito è poco. I suoi malanni li ha presi a calci nel sedere, respinti nell’oblio, anche se gli resterà il rimpianto di un mondiale che si poteva vincere. Ma coi se e coi ma nessuno ci ha mai combinato niente. Si è fermato e basta. E’ tornato a vincere e basta.
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Il campione? C’è già

Rubens Barrichello è il vincitore morale di questo campionato del mondo. Ma sì, una bella lezione. A Jenson Button per cominciare che probabilmente campione del mondo lo sarà per davvero; a chi critica Rubinho da un pezzo (noi compresi) per un rendimento non sempre di prima classe. La voglia e l’entusiasmo che sta mettendo in pista il trottolino di San Paolo è ammirevole. Ed offre un controbalzo alle apparenze del proprio destino. Continua a leggere