Questa F1 che perde i pezzi

Dopo la Honda, dopo la Kawasaki, dopo la Bridgestone, si ritira la Toyota. Niente più Formula 1, causa crisi internazionale. Una crisi che in Giappone viene vissuta con ansie particolari. Ma i cocci cominciano ad ammassarsi sulla pista e rappresentano anche il conto di un anno scellerato la cui responsabilità è per buona parte del vertice federale che ha tralasciato di ragionare per fare braccio di ferro con i costruttori. Nel 2010 non ci saranno più due grandi case, Toyota e Bmw; arriveranno piccoli team di cui si sa poco o nulla, attorno ai quali permangono zone d’ombra preoccupanti; appare lentissimo un cambiamento urgente che riguarda i denari ma anche una politica sportiva limpida e moderna, capace di far guardare avanti con fiducia chi spende, moltissimo, per uno spettacolo tutt’altro che entusiasmante. In aggiunta qui abbiamo a che fare con una casa che ha dissipato cifre folli gestendo il proprio team maldestramente per anni, senza riuscire ad individuare una linea tecnica efficace.

La struttura tedesca della Toyota appare ora come un’altra cattedrale abbandonata. Così come la struttura Sauber mollata dalla Bmw e proprio ora più riconvertibile, così come è accaduto per la Honda rilevata da Ross Brawn.
Pezze, riciclaggi, tutta roba che fa la fortuna di pochi ma che non cambia segno. Dove è finita la lungimiranza manageriale di Ecclestone? Si vede che diverte di più portare avanti processini e ricatti in continuazione. Il nuovo presidente federale Jean Todt è già in regime di emergenza.

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36 risposte a “Questa F1 che perde i pezzi

  1. @silvia
    bisogna cominciare dai regolamenti, vanno cambiati!!!! ben venuti ai nuovi team ma sono i regolamenti piu chiari ke migliorano la f1.

  2. penso che rossi dovrebbe avere 10 titoli. se si ricordasse la gara di valencia rossi è stato veloce sempre come mai la domenica prendeva 7 8 decimi? siccome la honda ha un potere enorme si e visto che a inposto di passare dalle 1000 alle 800 un”altro schiaffo da rossi era inpensabile c”è qualcosa che non va dare una gomma difettosa per poi scivolare in gara sappimo la verità, hayden dovrebbe restiuire il titolo xchè quel titolo e sporco. x guido meda,grazie

  3. però forse non è una brutta cosa che in f.1 debuttino nuovi team e facce nuove.
    se si vogliono cambiare le cose da qualche parte bisognerà pur cominciare…

  4. Questa è l’ennesima conferma che la F.1 è morta da un pezzo. Piloti, costruttori, motoristi, ingegneri, gommisti, ecc. stanno abbandonando. Speriamo che Jan Vitali Todt che un po ne capisce, rimetta tutto a posto.

  5. Fino a qualche anno fa anche un piccolo imprenditore poteva fare una scuderia (vedi l’esempio della Andrea Moda)e potevano anche permettersi di disputare 1 o 2 gare all’anno. Ricordate? C’erano addiritura le pre-qualifiche per accedere ai gp.
    Il business tirava così tanto che ha attirato tutti i costruttori. Adesso invece, con ogni probabilità sta accadendo il contrario, il prodotto F1 non tira più.
    Non so se la colpa sia dei costruttori (direi più della FIA) ma sicuramente è discutibile l’atteggiamento di associarsi nella FOTA, firmare accordi pluriennali, per poi ritirarsi il girono dopo.

  6. La mia amata F1 è ormai una noia mortale! E non è solo una questione politica. I circuiti, il problema sono molti circuiti. Quante volte avete sentito nella presentazione pregare “è una pista dove sono difficili i sorpassi”. Ah, bene: cosa ci si aspetta allora? Valencia, Singapore, Abu Dhabi, Ungheria, Australia (sono solo alcuni) a cui aggiungiamo l’intoccabile GP di Monaco. Giorgio, quando annuncerai la pensione dell’ing. Tilke stapperò una bottiglia di champagne …

  7. un’unica cosa…
    il cambio manuale! il pilota tira la staccata con la frizione e i tempi della cambiata!
    a chi importa 4 secondi in meno al giro???

    in america… il cambio manuale è denominato “sportivo” e lo standard è il cambio manuale.

    Chi ci crede che il cambio in F1 è manuale? quando si accende la lucina rossa… si cambia!
    che tristezza!

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