Questi fantasmi

Per capire se questa F10 ha il fisico adatto serviranno molti chilometri. Anche perché il Mondiale al via non si giocherà sulla sola prestazione pura ma dentro un’alchimia assai complessa, legata alla fine dell’era rifornimenti e quindi a macchine che cambiano radicalmente, in continuazione.

Scariche e velocissime in qualifica, pesantissime al via, con conseguenti casini sul fronte consumi, sul fronte gomme, sul fronte strategia. Basti pensare che 10 chili in più, su una pista come quella di Barcellona, significano 3 decimi e mezzo e che lo scarto tra prove e gara si aggirerà sui 140 chili di peso. Quindi, occhio a valutare le macchine nei prossimi test: molto dipenderà dal lavoro che decideranno di fare le varie squadre, con tempi e metodi differenziati, dentro uno spettro sterminato di soluzioni possibili. Continua a leggere

Vale meglio di Schumi

Valentino Rossi e Michael Schumacher sono stati e sono protagonisti di una lunghissima, memorabile avventura sportiva. Hanno strafatto e stradato. E adesso siamo qui a leggere, in arrivo da entrambi, le bozze di nuovi capitoli. Con qualche differenza decisiva. E qualche analogia. Il test di Valentino con la Ferrari a Barcellona offre finalmente qualche dato certo.

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Schumi fa lo scaramantico

Come se non bastasse la benedizione di Ross Brawn, che lo ha già indicato come primo pilota della Mercedes e favorito per il mondiale, ora Michael Schumacher vorrebbe appropriarsi anche del numero con il quale Rosberg è iscritto al prossimo campionato. A Nico è stato assegnato il 3, a Schumi il 4. Ma il fenomeno si è accorto che tradizionalmente il numero 4 non ha mai portato fortuna. Infatti nessun pilota con il 4 stampato sul musetto ha mai vinto il titolo mondiale. Continua a leggere

Ducati su ghiaccio

Con la carenza di test invernali (che produce a sua volta una rella cronica di notizie in ambito motociclistico) ogni spunto è buono per un clamoroso costrutto, a piacere. In ambiti diversi da quello della presentazione dei piloti Ducati a Campiglio la questione si era già resa nota.

In pratica il presidente della Ducati Del Torchio dalle Dolomiti dice che non gli dispiacerebbe, un giorno, prima o poi, “vincere qualche mondiale con un pilota italiano in sella anche per amplificare l’ambizione di essere ambasciatori del made in Italy”. Roba grossa. Va da sé che l’italiano più qualificato per il ruolo e con il contratto a scadenza più ravvicinata sia Rossi, il quale peraltro qualche piccolo segnale alla Ducati l’aveva pure lanciato. Continua a leggere

Il guado di Todt

La Federazione Internazionale farà appello contro la decisione del tribunale francese che, in sostanza, ha annullato la durissima sentenza della stessa Fia contro Briatore. Un appello destinato quasi certamente al fallimento.  Jean Todt, neo eletto, sembra già immerso nei guai: per molti versi doveva prendere una decisione a tutela della massima istituzione del motorismo sportivo, per altri versi questa decisione risulta comunque annodata. Continua a leggere