Il guado di Todt

La Federazione Internazionale farà appello contro la decisione del tribunale francese che, in sostanza, ha annullato la durissima sentenza della stessa Fia contro Briatore. Un appello destinato quasi certamente al fallimento.  Jean Todt, neo eletto, sembra già immerso nei guai: per molti versi doveva prendere una decisione a tutela della massima istituzione del motorismo sportivo, per altri versi questa decisione risulta comunque annodata.

C’è Mosley, al quale Todt deve la poltrona, che continua a parlare e a muoversi come se fosse ancora in carica; c’è una sentenza del tribunale che costituisce un precedente pericolosissimo; c’è un consiglio mondiale simile ad un elefante arteriosclerotico, incapace di lavorare davvero con lucidità, lungimiranza e libertà di giudizio. Todt non può fermarsi qui, soprattutto se vuole dare un segno positivo al suo mandato. Per uscire dal guado dovrebbe usare un coraggio indispensabile, tagliare proprio ora con un passato inguardabile, un passato che il tribunale francese ha ormai bollato definitivamente.

Il 2009 verrà ricordato come un anno orribile per la storia della Formula 1, come una lunga faida distruttiva. Forse la sentenza del tribunale francese può servire anche a tagliare i cordoni ombelicali con un sistema che non ha più, di fatto, alcuna credibilità. Mosley sbraita ma è in pensione, il modo in cui è stato giudicato Briatore può essere confinato in un secolo buio da allontanare, i rapporti con chi corre hanno bisogno di chiarezza, trasparenza, modernità. Insomma, c’è altro da fare, in luogo di un appello perdente, oltre ad un appello perdente. Proprio su questo sito titolammo “Il vecchio che avanza” nel momento in cui Todt venne eletto. Fu un errore, notammo, perché bisogna sempre concedere tempo a chi si appresta a compiere una missione, con un minimo di ottimismo connesso. Bene. Vedremo. Intanto vediamo un imbarazzo per nulla rassicurante. Di stagioni a base di intrallazzi politici, di guerre personali, di cattive figure, la Formula 1 ne ha avute abbastanza. Tocca al nuovo presidente federale cambiare marcia, prendere qualche rischio, segnalare, appunto, che con qualcosa di veramente nuovo abbiamo a che fare.

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13 risposte a “Il guado di Todt

  1. La FIA doveva cercare di difendere la propria posizione. L’appello anche se inutile doveva servire per salvare la faccia. Avrebbe fatto meglio la FOTA a creare un campionato alternativo affondando la FIA con tutti i vecchi merletti e pure i veleni ma Montezemolo pensava a Todt e alla possibilita’ di tornare in paradiso con la Ferrari. Direi che e’ vecchio anche lui. E’ ora di cambiare veramente ma c’e’ qualcuno che ha veramente voglia di farlo?

  2. Se si voleva dare una svolta alla f.1 dovevano eleggere come presidente Vatanen perche’ todt e’ troppo vicino alla ferrari e di conseguenza non appena succedera’ qualcosa di strano fara’ di tutto per difenderla, con buona pace degli altri team.

  3. Concordo con Bay82 (la sentenza di Parigi riguarda la legittimità della sentenza e non entra nel merito della questione) e con Marco TS (il ricorso è atto dovuto). Purtroppo Todt sta iniziando a pagare i debiti accumulati per la sua elezione con Sir Max e temo che questa sia solo la prima di tante decisioni manipolate dal vecchio Padrone della FIA. Io avrei preferito Vatanen per una serie di motivi tra cui: l’assenza di conflitti di interesse, la proverbiale correttezza e sportività degli scandinavi e il fatto che lui è un ex pilota e non un politico. In ogni caso credo che l’affaire Briatore non sia così importante come lo si vuole dipingere.. FB è persona simpaticissima, un grande uomo immagine (soprattutto di se stesso), ma non credo che il paddock della F1 non possa fare a meno di lui.. Anche lui, come il tanto criticato e odiato Ron Dennis (sia chiaro, non sto paragonando l’antipatico inglese al simpatico italiano) ha avuto le sue zone d’ombra (di cui ricordo tanto per fare un esempio l’allegra interpretazione del regolamento nel caso mass-dumper).. A questo punto speriamo solo che Todt capisca che deve svoltare, per evitare di passare alla storia come colui che ha traghettato la F1 verso un triste e immeritato oblio.. Ma comunque penso che sia presto per esprimere giudizi.. Ripeto, a mio parere l’affaire Briatore è questione secondaria..

  4. Todt deve portare aria nuova, la formula uno non ha bisogno di Mosley, Briatore ecc, ci vuole gente competente che ami questo sport

  5. ma allora sei proprio tu terruzzi??nn ho letto questo articolo..questo commento è per la storia che ha scritta Budel…vedi lui nn c ha provocato!!!(o almeno..nn m sembra..)lo ha ammesso…kimi 0 relazioni ma un “esercito di fan”…questo xkè Kimi “SA” guidare…è finlandese..loro la guida ce l’hanno nel sangue..te lo ricordi vero colui che s chiamava Henri Toivonen??deh…Toivonen..o Tommy..o ecc.ecc..io sapevo anche che Schumacher era salito in macchina con un pilota d rally e se l’era fatta sotto..

  6. Credo che la FIA abbia proposto appello solo come segno di “riconoscenza” da parte di Todt nei confronti di chi lo ha messo al vertice (Mosley, per l’appunto).
    Un “atto dovuto”, insomma.
    Spero però sia davvero l’ultimo di una gestione “vecchia maniera” (ossia da “prima Repubblica dell’automobilismo”).
    Personalmente sono pessimista: Todt rappresenta il vecchio e credo che nulla cambierà (parlo della possibilità di varare nuove regole sia economiche – spartizione della torta tra le scuderie – che sportive – favorire lo spettacolo ed i sorpassi).
    Aspettiamolo al varco e giudichiamolo tra un anno.

  7. Secondo a Sport Mediasest ci avevano visto giusto fin dall’inizio con quel “vecchio che avanza”. A differenza loro io non ho nessun ottimismo (o speranza), mi aspetto che Todt prosegua la strada di Mosley, nulla più.
    La faida è tra Montezemolo (reo di aver ipotizzato un campionato alternativo)e Mosley.
    Dalla parte di Montezemolo vedo Briatore al suo fianco in prima linea nelle battaglie FOTA dello scorso anno.
    Dalla parte di Mosley vedo Todt, fatto gardualmente fuori dalla Ferrari e designato come erede ideale al vertice FIA dal suo predecessore.
    Todt e Briatore sono su due fronti contrapposti, cercherà la sua condanna definitiva non un’assoluzione!

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