Fantasie da Jerez

Metti caso che Stoner vada via. Bum! Ma si, metti caso che lasci la Ducati. Un bel guaio, per la Ducati, un bell’acchiappo per chi se lo accasa, un bel problema per l’anima appassionata dei ducatisti aggrappati  ad un marchio nelle parole, ma al binomio moto-pilota, Ducati-Stoner, nella realtà dei fatti. Possiamo anche far finta di niente, far finta di dimenticare che Livio Suppo è andato via, alla Honda, per occuparsi di gestione, di marketing, ma anche di mercato. Possiamo rimandare il momento in cui il tormentone esploderà. Che fa Stoner? E che fa Rossi? E Lorenzo? Ma Pedrosa? Si, rimandiamolo, ma ci arriveremo. Anzi, che ne direste se le manovre fossero già iniziate? Continua a leggere

I nervi di Stoner

Gara due del motomondiale. A Jerez, pista tradizionalmente favorevole a Rossi. Al contrario di quella del Qatar, tradizionalmente amica di Stoner. Stanno qui i termini della prima, precoce rincorsa del pilota australiano, chiamato ad un pareggio dei conti da posizione sfavorevole. Numericamente sfavorevole ma anche, solo teoricamente sfavorevole. Intanto la sua Ducati non è la stessa di sempre, pare molto più adatta alle curve dell’Andalusia. In secondo luogo proprio il Qatar ha mostrato(ancora una volta di più (per l’ennesima volta) che le tradizioni, appunto, valgono come il due di picche con briscola fiori. Continua a leggere

Il caso Kubica

Noto, in molti commenti che il fatto di aver vinto un titolo mondiale o meno viene considerato comunque decisivo in una polemica tra appassionati. E’ un po’ la frase che dovrebbe servire a tappare la bocca a chi discute. Eppure questo sport presenta una lista assai rilevante di piloti eccezionali non premiati dal titolo mondiale. La ragione è evidente: talvolta una carriera bisticcia un po’ con il destino. Creando snodi tali da impedire l’incontro tra un grande corridore e una grande macchina. Del resto, alcuni piloti non stratosferici hanno avuto fortune opposte. Ma ora abbiamo, da tempo e sotto gli occhi, un caso esemplare. Continua a leggere

Una poltrona per tre

Gare pulite? Una sola, la prima, peraltro vinta. Il resto di questo Mondiale, per Alonso ha avuto una costante: la necessità di rimediare ad un errore. Il metodo per raddrizzare il destino delle sue domeniche rosse è strepitoso e questo può rassicurare chi misura un bilancio al di sotto del potenziale. In Cina Fernando ha offerto una variabile decisiva: un sorpasso di prepotenza a Massa nella corsia box per rubargli il tempo del cambio gomme e procedere nella rimonta. Era già accaduto di trovarlo più mansueto dietro al brasiliano e con questa mossa la questione gerarchie è stata risolta di fatto e per ora, vedremo con che ripercussioni, al di là dei sorrisi di circostanza. Continua a leggere