L’ossessione di Vettel

Prendi una squadra giovane e brillante nella comunicazione, metti un genio come Adrian Newey a progettare la macchina, tieni un pilota d’esperienza senza troppe pretese come Mark Webber e punti su un predestinato come Sebastian Vettel.

Era la fotografia dell’ambiente ideale, del team perfetto. Era, già perché ora i dati di realtà con i quali abbiamo a che fare sono altri e a fornirli al mondo sono state le sequenze dell’entrata killer di Vettel  a Istanbul.

Sebastian è giovane, è ambizioso, non ha ancora smaltito la rabbia per un mondiale buttato via da lui e dalla squadra nel 2009. Per Vettel questa DEVE ESSERE (il maiuscolo serve a sottolineare l’imperativo nella mente del pilota) la stagione del titolo mondiale, l’anno del passaggio da promessa a campione vero. Continua a leggere