I conti che non tornano

I nomi in questione sono tre: Button, Vettel, Alonso. Segnalano tre delusioni, diverse nei contenuti ma comunque piuttosto evidenti. Button ha mostrato in Turchia un lato di se stesso odioso. Il suo sorpasso da bulletto nei confronti di Hamilton quando i giochi erano fatti, quando le comunicazioni dai box avevano chiarito lo stato delle cose, quando era apparso evidente cosa può accadere in una guerra tra compagni  con la corsa in tasca, è sembrato la cosa peggiore del Gran Premio turco. Con il seguito, stucchevolissimo, basato su una faccia da finto tonto, su sorrisi e abbracci teatrali mentre appariva evidente quanto la faccenda dell’amicizia e balle varie, per Hamilton, fosse finita lì. Con un controsorpasso che ha chiarito il peso specifico dei due ragazzi McLaren.

Del resto Button viaggia dietro Hamilton da un mesetto e la cosa lo turba assai. Viaggia dietro Webber da un bel po’ pure Vettel che a differenza di Button è giovanissimo e meno paraculo. Infatti ha combinato un pasticcio palese (chi parla di responsabilità di Webber nell’incidente dovrebbe ripassare l’ABC delle corse). Il guaio vale molti punti e molti soldi ai danni di se stesso in primo luogo, poi di Webber e quindi della Red Bull.

Vettel era pronto per una stagione da numero uno e sta collezionando una tale raffica di strafalcioni da mettere in dubbio davvero, se non la sua classe, la sua lucidità. Peccato. Ma non è casuale che si stia parlando qui di Button e Vettel, i primi due dello scorso campionato, entrambi costretti a fare- in sostanza – i secondi dentro le rispettive squadre. Poi, Alonso. La delusione qui non la misura la gara turca, vista la compartecipazione ai danni di una Ferrari inadeguata. Piuttosto, ora che i livelli della concorrenza si sono alzati, salgono i rimpianti per le occasioni perdute nelle prime gare del Mondiale. I punti gettati tra l’Australia e Montecarlo rischiano di pesare più del previsto e non resta più alcun margine per raddrizzare la stagione. O, meglio, serve un rendimento stabilmente elevatissimo per tornare davvero in corsa. Ringraziando l’andamento bizzarro di un campionato che, sino ad ora, ha impedito ogni vera fuga in avanti. Ma i bonus, peraltro generosi, sono davvero finiti.

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someonePrint this page

196 risposte a “I conti che non tornano

  1. Scusate ma fino a poco tempo fa non si parlava di corse monotone? E Button J. non aveva messo in seria difficoltà Mr. so tutto io Hamilton?
    Voi giornalisti siete propio incontentabili. Daccordo i piloti migliori del lotto stanno facendo troppi errori. E allora? Preferivate i soliti trenini moltiplicati per 60 giri? Io no. Almeno le gare sono diventate più movimentate.
    CERTO CHE SE ALONSO SI DESSE UNA SVEGLIATA…………….

  2. Signor Terruzzi
    il suo articolo, mi duole dirglielo, mi pare imbarazzante!
    Button non sta certo deludendo..anzi. E’ in lotta per il mondiale, ha più punti del compagno di squadra (un certo Hamilton), ha vinto 2 gare (ancora meglio del compagno di box..per non parlare dei ferraristi), si sta dimostrando molto concreto e poco incline a stupidi errori (eh Fernando..).
    Lei parla di sorpasso da bullo mentre io ci ho visto il giusto tentativo di sopravanzare il propio compagno di team al momento troppo lento (perkè va bene il “congelamento” delle posizioni ma se ti addormenti….), portato con grande correttezza (vedi anke la poca cattiveria nel difendersi subito dopo).
    Per quanto riguarda Vettel il discorso già quadra un pò di più (solo un poco). Il ragazzo è più indietro in classifica di quanto tutti si aspettassero ma la colpa (turchia a parte) e da addossare più al mezzo meccanico (rotture) che ad errori umani. L’incidente “in famiglia” si poteva certo evitare ma bisogna anke sottolineare che se webber fosse button sarebbe filato tutto liscio…
    Su Alonso non ce altro da dire se non che sta deludendo, troppi errori.

  3. i piloti di oggi fanno la fila x andare alla Ferrari xchè quei tempi non li hanno visti e sono cresciuti con il mito Schumacher vedi Vettel, Kubica ecc. ecc.

  4. Premesso che sono tutte grandissime boutade. Ma se davvero, ipoteticamente (e dico molto ma molto ipoteticamente), Alonso dovesse andare via ci sarebbe poco da festeggiare. Significherebbe che siamo al livello della Ferrari di Fusaro, A.D. 1991. Prost viene formalmente licenziato (ma di fatto va via sbattendo la porta). Da quel momento il buio assoluto. Nessun pilota di un certo livello accetterebbe più di correre con la Rossa. Anzi, uno forse sì. Fisichella.

  5. Secondo me se Alonso servirà a dare una scossa a una struttura tecnica così ingessata dimostrerà di aver meritato l’ingaggio. Mi auguro solo che se dovesse saltare qualcuno l’alternativa non sia Briatore. Piquet jr. disse che non capiva niente di Formula 1. La Renault da quando è andato via, con meno soldi, ha fatto una signora macchina. E se avesse ragione il brasiliano?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *