Nel limite di Stoner

Il discorso è buono, crediamo, sia per chi è innamorato di Stoner, sia per chi non lo è affatto. Stiamo parlando di un pilota di primo livello, di un campione del mondo e quindi sono alte le asticelle superate e da superare. Dunque: cosa offre questi inizio stagione? Una caduta in Qatar nel momento in cui la corsa stava tutta nelle sue mani. Una caduta in prova a Jerez con conseguente perdita della trebisonda in prova e una gara di contenimento su una pista che Stoner non ama. Una caduta a Le Mans nel momento in cui si trattava di forzare per riagganciare Rossi-Lorenzo-Pedrosa. Sono cose che capitano? Continua a leggere

La gara perfetta di Jorge

Jorge Lorenzo è perfetto nella gestione delle cose, delle corse, dei rapporti. Perfetto per stare lì, in quel ruolo di compagno di squadra di Rossi, che oggettivamente non è facile da sostenere. Ma Lorenzo non era così, non lo era lo scorso anno, non lo era due anni fa. Il segno forte che lo spagnolo manda è quello di una volontà e di una reattività che sono merce rara e preziosa e che rendono un pilota forte un vero campione. L’esempio di Rossi è lampante, lui l’ha reso istruttivo, è stato a guardare il maestro. Continua a leggere

Pedrosa sul pero

Rossi ringrazia Ducati per l’interessamento, ci sta che rifletta, ma afferma di progettare ancora un futuro con Yamaha sperando che Furusawa, dato per pensionabile, rimanga nel suo ruolo almeno in MotoGP come fosse una questione essenziale. 

Lorenzo tendenzialmente pensa uguale (eccetto sul caso Furusawa), ma non si dimentica di aggiungere un “mai dire mai” che tiene aperto tutto, mentre Stoner parla di scelta non facile. Il gioco è partito, partito presto magari, ma è partito. E chi sa giocare comincia da qui a farlo nel miglior modo possibile, osservando, ascoltando, evitando di farsi beccare, ragionando, prendendo un po’ di tempo per capire i valori sul campo di una stagione che disgraziatamente ancora non è decollata. 

Ecco insomma facce belle, piloti interessati e stimolati, sorrisi furbetti, gente che ha voglia di scherzarci su e diplomazia a manetta in attesa della pista, delle prove, della gara.  Il solo Pedrosa sembra rimasto sul pero.  Continua a leggere

Palle di rimbalzo

Non ha alcun (buon) senso aprire il mercato con questi anticipi ma ormai è fatta, come detto. La Honda aveva necessità di arrivare molto presto all’ingaggio di Stoner per pianificare il futuro, sponsor compresi e il resto, a cominciare dall’ovvia proposta Ducati a Rossi, rappresenta una conseguenza inevitabile. Tutto ciò porta i quattro piloti più forti della MotoGP a correre da oggi in poi, in una condizione un po’ diversa. Continua a leggere

Il padrone della scena

A Montecarlo Webber ha fatto cose strepitose. Va detto e va riconosciuto a questo ragazzone australiano un garbo pari alla sua velocità. Non solo. Sul podio sono finiti tre ragazzi speciali, sia in termini di talento, sia in termini di umanità.

Vettel ha riconosciuto la superiorità del compagno – che stima sinceramente – e stop. Kubica è un ragazzo fuori media, non solo quando guida. Eppure, dovendo parlare di padroni della scena, i nomi sono altri. Alonso e Schumacher, protagonisti non a caso di un match memorabile. Alonso, infatti, ha messo in pista una corsa alla Schumacher dei bei tempi andati. Da ventiquattresimo a sesto, bestemmiando, tirando, sfruttando ogni occasione fortunata, vale a dire ben 4 safety car. Continua a leggere