Lewis lingua lunga

Lewis Hamilton e Fernando Alonso. E’ stato odio a prima vista. 2007 l’anno, McLaren la squadra che ha vissuto in presa diretta le vicende della strana coppia, al centro di dispetti e polemiche sfociati in un mondiale buttato via per un punto appena all’ultima gara. Da quando le rispettive strade si sono divise Lewis e Nando si sono ignorati, ma quanto accaduto domenica a Valencia ha interrotto bruscamente la tregua. Martedì Hamilton non ha perso l’occasione per infierire su Alonso.
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Il sospetto come regola

Una safety car che spezza in due la corsa, falsandola completamente. Un pilota – Hamilton – che infrange le regole e che da questa infrazione ricava un vantaggio. Una penalità ad Hamilton comunicata con un ritardo tale da rendere la decisione quasi ininfluente, se non per togliere dal leader della corsa, Vettel, l’unico avversario rimasto. Nove piloti che non rispettano una regola e che vengono penalizzati dopo tre ore e mezza di cinque incomprensibili secondi ciascuno, in ragione di una discrezionalità figlia degli errori già commessi. Una classifica del mondiale che cambia pesantemente al termine di una gara da annullare per evidente stato confusionale di chi le gare deve governare. Continua a leggere

Quell’ombra sul Dream Team

La Yamaha è un capolavoro di moto ed è alle prese con alcuni paradossi. Vuole tenere Rossi e Lorenzo, ed entrambi in qualche maniera traccheggiano. Lorenzo domina anche ad Assen, con la stessa superiorità che diventa noiosa per quanto è schiacciante, ma non ha ancora aperto una trattativa seria per definire il suo futuro. Di Rossi sappiamo. Migliora, ma non ha deciso, deciderà a breve. E se dovesse andare in Ducati lo farebbe perché in Yamaha non avverte più le condizioni che ne hanno alimentato l’entusiasmo attraverso gli anni.

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Triangolo Rossi-Ducati-Lorenzo

Vale ascolta i consigli di chi gli sta vicino, ma alla fine decide da solo e spesso lo fa a tempo quasi scaduto riservando sorprese anche a chi lo conosce bene.

Ora è prossimo all’accordo con la Ducati, lontano quindi dalla Yamaha che fino a qualche settimana fa considerava come una seconda famiglia. Ma per il matrimonio Ducati manca “solo” la firma sul contratto e trattandosi di Rossi non è roba da poco.

Il “biondo” ha una velocità di pensiero fuori media, mentre Lorenzo su quel fronte deve crescere ancora. Continua a leggere

La bella vita di Jorge

Che Lorenzo sia un fuoriclasse è evidente. Che sia avviato verso la conquista del titolo mondiale è palese. Che stia sfruttando una condizione favorevole è altrettanto chiaro. Meglio dirlo, per fare punto su un momento chiave del 2010. Giorgino ha dominato a Silverstone. Con merito, intendiamoci. Ma va detto che dopo aver perso Rossi, fuori causa per l’incidente al Mugello, Lorenzo si è trovato a correre quasi in solitudine. Per mesi abbiamo parlato, lo scorso inverno, di una sfida a 4, pensando a questa stagione di gare. Bene, dei quattro, all’appello inglese, ne mancavano ben tre. Valentino, come detto, più Pedrosa, protagonista di due cadute che lo hanno debilitato e rallentato in gara; più Stoner che pare preso da un orbita ombrosa capace di cacciarlo lontano. Continua a leggere