Il sospetto come regola

Una safety car che spezza in due la corsa, falsandola completamente. Un pilota – Hamilton – che infrange le regole e che da questa infrazione ricava un vantaggio. Una penalità ad Hamilton comunicata con un ritardo tale da rendere la decisione quasi ininfluente, se non per togliere dal leader della corsa, Vettel, l’unico avversario rimasto. Nove piloti che non rispettano una regola e che vengono penalizzati dopo tre ore e mezza di cinque incomprensibili secondi ciascuno, in ragione di una discrezionalità figlia degli errori già commessi. Una classifica del mondiale che cambia pesantemente al termine di una gara da annullare per evidente stato confusionale di chi le gare deve governare. La corsa di Valencia ha mortificato soltanto la Ferrari, con Alonso ottavo alla fine di un Gran Premio potenzialmente da podio. Ma qui non si tratta di difendere la squadra italiana. Si tratta piuttosto di pretendere di finirla con i sospetti, i pasticci, le confusioni e le collusioni come consuetudini di questo sport. E’ così da anni, veniamo da un modiale, quello del 2009, vinto da vetture fuori regola, veniamo da una gara, quella canadese, vinta da Hamilton dopo una palese infrazione del regolamento in qualifica.

In passato, in relazione al potere di questa o quella squadra, sono state prese decisioni ambigue, ombrose, per nulla limpide. Anche – lo diciamo per correttezza- a vantaggio della Ferrari. Beh? Nulla cambia. E nulla riescono a cambiare davvero i signori della Formula 1, troppo presi, evidentemente da astrusità tecniche che peraltro non risolvono alcunché. In Formula 1 vince chi sgarra? Pare di sì. Un po’ troppo spesso. Anzi, quasi sempre.

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190 risposte a “Il sospetto come regola

  1. Hamilton è raccomandato e se vince lui si dividono i soldi dei guadagni chissà in quanti mangioni della F1. E’ troppo evidente per parlarne, la gru che lo rimette in pista, sorpassi vietati e “magie” nella corsia dei box. Non ne parliamo più, anzi, scommettiamoci su qualche soldo su Hamilton che qualcosa la guadagnamo anche noi. Enzo Ferrari Uomo Vero.

  2. ma è così difficile avere una giuria di gara

    preparata, competente, senza interessi o meglio imparziale….la paghiamo noi telespattatori con un euro a testa per gara, tanto per dare un pò di credibilità a questo sport

    il fortissimo HAMILTON una volta mi sembra di ricordare che fu rimesso in pista da una gru…………ma dai…………..nemmeno a super mario kart

  3. Ho atteso che mi sbollisse la rabbia prima di inserire il mio commento. A prescindere dall’essere ferraristi o meno, hamiltoniani o meno, credo che domenica si sia vissuta una delle pagine più nere della storia recente della formula 1. dispiace che come al solito si sia approfittato per buttarla in rissa verbale da parte dei “soliti noti”. il gran premio e, forse, il mondiale, domenica sono stati falsati per una decisione cervellotica dei giudici. partiamo da un presupposto base. la safety car esce dai box per salvaguardare i piloti che sono in pista in una situazione di pericolo che è venuta a determinarsi. la ratio, unica e fondamentale, ribadisco, è quella. partendo da questo presupposto come si spiega l’arbitrarietà del momento di ingresso della safety car? in tal modo si permette a chi è in un determinato punto della pista di poter andare a manetta e ad altri invece di dover togliere il piede dall’acceleratore.. ma quello lontando dalla SC resterà in situazione di pericolo visto che, giustamente, cercherà di sfruttare a suo favore la situazione. nell’era dell’elettronica esasperata non basterebbe alla comparsa della scritta SC all’interno dell’abitacolo del pilota, costringere lo stesso ad inserire il limitatore tarato ad una certa velocità? infine, giusto per la precisione. se hamilton e alonso fossero entrati ai box accodati come erano in pista alonso lo avrebbe sopravanzato, giusto per il fatto che lewis ha sostituito l’alettone anteriore. che poi arrivassero settimo e ottavo o secondo e terzo è ininfluente. ma il principio è quello. esulo da commenti sulla ridicolaggine della sanzione. sanzione. dov’è la sanzione?

  4. Sig.Terruzzi, la ringrazio per la risposta, ma la mia domanda era indirizzata precisamente al fatto di sorpassare la SC, è consuetudine punire tale trasgressione (o qualcosa ad essa assimilabile, non so uscita dai box con semaforo rosso) con il passaggio nella pit-lane o è consuetudine dare bandiera nera? Per il resto non capisco cosa sinceramente voglia dire, una consuetidine, letteralmente è un prassi della società, a prescindere dal suo fondamento…è consuetudine andare in giro vestiti e non nudi…di perchè non ce ne sono o ce ne sono svariati…

  5. per Losheva. Certo, è una consuetudine. Così come è una consuetudine punire con lo stop and go, con la bandiera nera, con penalizzazioni in secondi (variabili) a fine gara. Sono tutte consuetudini buone sempre e mai. Quando accade un problema, nessuno, in pista (non dico i giornalisti ma anche team managere e direttori sportivi) ha la più pallida idea di cosa possa accadere in direzione rara. Ripeto: 10 mila dollari di multa ad Hamilton per la pole canadese con successiva assenza di benzina come può essere relazionata con i 20 mila dollari di multa alla Ferrari per aver fatto uscire dal box in qualifica alonso mentre era in transito Rosberg? Perchè 5 secondi di penalità a 9 piloti che hanno infranto in modo diverso la stessa regola, con diversi vantaggi? Mah.

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