Vale, la fretta del pilota

Valentino ha fatto più presto che mai. E’ già pronto a correre, in un tempo che non è compatibile con i parametri normali di chiunque debba guarire da una frattura, scomposta ed esposta; ma è in linea con l’eccezionalità che ha sempre riguardato i piloti, delle moto in particolare. La fretta, chiamata dalla passione, fa cose così, che sono straordinarie e ordinarie nello stesso tempo. Arriva alla moto con le stampelle Rossi, e ci sale senza. A piedi è zoppo, in moto è un pilota. A terra insomma è un malato, in moto è uno sano.

Basta? Piuttosto, al di là del desiderio personale, con quale obiettivo torna si sono chiesti alcuni in questi giorni? Beh da qualche parte deve pur cominciare a tappare la sua fame atavica, a far chilometri, a rimettere in movimento i muscoli e la sensibilità. Tra l’altro vedere Lorenzo vincere a raffica ed indisturbato dal divano, in una scala da zero a dieci per Valentino deve essere stato divertente circa meno quattro, meno cinque. Anche tornare ad essere l’unico elemento di disturbo insomma ha più che un senso nel suo modo di vivere le corse. Per reintegrarsi nel suo ruolo servono prove, gare.

Almeno un paio, se non tre gp, mettendoci l’estate di mezzo, senza che si debba pretendere da lui l’impossibile. Perchè la guarigione da un evento così grave – non dimentichiamolo – sia completa serve tempo, ne serve anche perchè magari verso fine stagione si possa mettere in piedi un “mundialito nel mondiale” che lo affidi ancora vincente alla nuova avventura Ducati del 2011. Tecnicamente ha retto alla grande anche il test in Superbike a Brno, dove a parità di gomme ( su questo non si discute) Rossi ha messo in piedi per qualche giro un ritmo da giocarsi la vittoria  con Biaggi e lasciando a bocca aperta i tecnici Yamaha della Superbike per la quantità di indicazioni fornite.

Che sia forte non fa notizia. Difatti questo ha fatto; e domenica prossima torna, mentre noi pensiamo che servano tempo e pazienza, mentre lui certamente farà il possibile per non concedersene, per non averne.

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Una risposta a “Vale, la fretta del pilota

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