Chi mente, paghi

La Ferrari ha voluto ricostruire, tabulati alla mano, secondo per secondo, la storia delle comunicazioni tra muretto rosso e direzione corsa durante il Gran Premio di Gran Bretagna, domenica. Questa ricostruzione smentisce di fatto ciò che il direttore di gara, Charlie Whiting ha affermato nei giorni scorsi e chiarisce la dinamica di un atteggiamento che pare oggettivamente vessatorio nei confronti di Alonso e della Ferrari. Gli equilibri politici sono molto delicati così come le parole utilizzate dagli uomini di Maranello, molto attenti a non scatenare reazioni ulteriori. La Ferrari ha scelto una linea morbida, evita la polemica diretta.

Ma dopo le affermazioni di Whiting – affermazioni che facevano apparire la stessa Ferrari come responsabile per non aver obbligato Alonso a cedere subito la posizione a Kubica – ha messo sul tavolo i fatti. I fatti, appunto, chiariscono almeno un paio di cose. La prima: i tempi e i modi delle comunicazioni della direzione corsa giustificano il comportamento della squadra italiana. La seconda: in queste condizioni appare assurda la penalizzazione inflitta ad Alonso. La terza: Whiting ha mentito raccontando l’accaduto.

Forse alla Fia tutto ciò basta e avanza. Ammesso che la Fia voglia davvero migliorare le cose, accertare le responsabilità, muoversi di conseguenza. Non per tutelare la Ferrari o per penalizzare chissachi. Per dimostrare di essere all’altezza dei propri compiti, per fissare vere regole e farle rispettare provando finalmente ad immettere un filo di credibilità in un sistema che la credibilità ha perduto da un pezzo.

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