Red Bull, un team spaccato

566 millesini, mezzo secondo abbondante. Si tratta del distacco che Mark Webber ha accumulato da Sebastian Vettel nel giro secco di Hockenheim. Un intervallo esagerato perché si discosta troppo da quelli che fin qui sono stati i dati di realtà nella prestazione pura della coppia Red Bull. Ma i tempi delle qualifiche tornano utili per sottolineare una frattura ormai insanabile all’interno della squadra. Insomma il ritratto del gruppo unito e sempre allegro si è dimostrato per ciò che era, una finzione buona per la pubblicità. Sul lungo periodo la crescita a scoppio ritardato di Webber ci ha fatto scoprire l’inganno. I bibitari hanno puntato tutto sull’immagine fresca di Vettel e l’impertinenza dell’australiano rischiava di rovinare il progetto. In settimana i vertici della Red Bull hanno tenuto a farci sapere che la coppia ha goduto, gode e continuerà a godere di pari opportunità.

Una bella balla, utile a tenere sotto controllo lo stato d’animo di Webber che rischia l’ebollizione e allo stesso tempo rassicurare il baby prodigio che per non sbagliare ha anche bisogno di essere coccolato. Ciò che è accaduto nelle prove ufficiali di Hockenheim è la dimostrazione di questa tesi. 556 millesimi di differenza sono troppi per essere veri. Il pericolo è che Webber si stanchi del reality show messo in piedi dalla Red Bull e stracci il copione. Lo ha già fatto due settimane fa a Silverstone perché non dovrebbe provarci anche in Germania?

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