Massa, non sei credibile

Massa ha capito quel che è successo? E ha un’idea di quel che succederà?

I dubbi spuntano alle prime dichiarazioni ungheresi, retoriche quanto volete, ma firmate comunque da un pilota passato dal compagno quattro giorni fa, come tutti sappiamo.

Il problema – per Felipe – è che non avrebbe senso, visto l’accaduto, che la Ferrari si comportasse in modo diverso questa domenica. Quindi “Dovesse ricapitare, sta volta vinco io” è una dichiarazione surreale.

Proviamo a capirci: o decidi di sottostare alle, più o meno vietate regole (il capitolo ipocrisia delle quali abbiamo già affrontato), e non rilasci queste dichiarazioni. O le rilasci, ma dopo aver urlato alla radio che non ci pensi proprio di alzare il piede mentre vinci la gara!

Così, mez e mez, non sei credibile. Spiace dirlo, ma non sei credibile. E di rimbalzo lo è poco anche la Ferrari che passa per quella che non si è chiusa in una stanza a mettere i puntini sulle i (cosa invece successa).

Insomma il bivio è piuttosto evidente: se scapoccia lui e la prossima volta che ha Alonso attaccato tira come un dannato, perde la faccia la squadra; se ripiobma un ordine (magari ordinato meglio) e lui esegue, perde la faccia lui. Bisogna semplicemente fare chiarezza e, dando un’occhiata alla storia delle corse (e della Ferrari), è più probabile che debba cedere Massa che non il contrario…

Brutto? Antisportivo? Immorale? Non torniamo sul discorso, questa è un’altra questione. E’ che è tardi per dire “Non mi sento il numero 2“. Non lo sarebbe stato se l’avesse detto in radio a Hockenheim, non oggi. Piuttosto si apre una seconda parte di stagione per Massa psicologicamente stra-delicata: sbattersi per organizzare un incontro a lume di candela al tuo coinquilino non è mai il massimo.

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