Fare e disfare

Serve pazienza, molta, per dare lettura del pezzo di carta più importante dell’anno: fino a domenica sera. Intanto siamo alle prese con una sfida già iniziata: tra Lorenzo e Rossi, primo e terzo, c’è un gran gap, c’è Dani Pedrosa, ma c’è una differenza sostanziale che allontana dalla verità. Il maiorchino ha usato la gomma dura, gli altri non hanno fatto in tempo. Le due moto blu, perlomeno domenica al via e salvo sorprese saranno vicine. Poi, vada come vada, saremo al dunque; a Rossi che sposta se stesso e tutto il suo team al posto di Stoner, che a sua volta ha chiesto e ottenuto da Honda un trasloco altrettanto massiccio del proprio team Ducati.

Così in Yamaha resterà leader Lorenzo, con un dubbio ancora da sciogliere sulla capacità di portare avanti lo sviluppo della M1 (soprattutto il progetto mille del 2012) tutto da solo, perchè Spies non ha ancora raggiunto il rango, perchè Crutchlow che dalla Sbk punta secco alla MotoGp  non sarà che un rookie.

Piuttosto,  di Crutchlow, che a Silverstone ha vinto alla grande  correndo con talento e coraggio da fenomeno colpisce la chiarezza. Ricordiamo; parlando con Paolo Gozzi di Motosprint nel dopo gara ha detto:  “Anche se mi offrissero di più io in Superbike non vorrei starci comunque. Voglio andare in MotoGP. Subito. Perché ho 24 anni e non ho tempo da perdere”. Capito il ragazzo? Che punti ai soldi, o alla gloria, le idee le ha precise. E in spregio a polemiche inutili e persino sgradevoli lascia libera anche la sua stima per Rossi, rinnovata dopo il test sbk del pesarese a Brno: “Vale ha un’esperienza enorme e ci ha dato la dritta giusta, consigliando ai tecnici di cambiare le regolazioni elettroniche nella prima fase dell’apertura del gas. E’ stato determinante… Perché negarlo? A me fa piacere riconoscere i suoi meriti. Non scopriamo certo adesso che è il più grande”. Perbacco, così parlò Crutchlow dieci giorni fa. Oggi a Brno gli fa eco Rossi aspirando ad una gara almeno in Superbike nel 2011, perchè lo diverte molto. Lo fa  ponendo l’accento sui correttivi che servirebbero all’uno e all ‘altro mondiale.

In sostanza, i piloti parlano da appassionati, indicano le esigenze per ridare forza a formule e gare concorrenti, sanno farsi i complimenti, parlano più chiaro di Federazione e organizzazioni, che invece di confrontarsi creano e cercano il conflitto. Peccato. Anche perchè il passaggio di Rossi alla Ducati sarà così epocale da indurre una distrazione sul cammino che invece andrebbe fatto per evitare la distruzione.

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