Il pulpito di Mosley

Ovviamente, Max Mosley ha detto la sua. Argomento utile all’esternazione: Ferrari, naturalmente. Nello specifico: gioco di squadra ad Hockenheim, prevedibilmente. Le parole usate dal signor Max non sono però soltanto scontate. Sono comiche: “Io non darò alcun consiglio, ma di fronte all’attuale evidenza dei fatti ci dovrebbe essere una dolorosa punizione sportiva oltre che quella finanziaria, già inflitta”. Certo, lui non darà consigli ma intanto suggerisce, convinto di pesare ancora un bel po’. Certo, la punizione deve essere “dolorosa”, vista una certa dimestichezza con il sadismo, ampiamente documentata in un tempo che pare lontanissimo. Bravo Max! Giù frustrate, che fanno sempre il loro effetto. Serviva un punto di vista illuminato e illuminante. Serviva e servirà, si spera alla Federazione Internazionale per prendere una strada meno cruenta. Allo scopo di segnalare un pizzico, solo un pizzico di emancipazione conquistata, allo scopo di segnalare a chi ha fatto il suo tempo che quel tempo lì, delle fruste, delle ripicche, del sadismo, delle arroganze di potere, è scaduto.

Del resto, hanno (alla Fia) e abbiamo ben altro cui pensare, vista anche l’idilliaca eredità mollata da Mosley a chi-contrariamente a lui- continua ad occuparsi di Formula 1.

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