Dodici fastidi

Per Valentino Rossi è un anno difficile, una matassa, un gomitolo maledetto che si annoda di continuo. Punto. Partito alla grande in Qatar quella sera ci lasciava pensare ad una stagione come le altre. Che invece non è stata. Non si tratta di aver sottovalutato Lorenzo, si tratta piuttosto che Lorenzo è cambiato in un inverno, è maturato, si è reso sicuro di sè, del mezzo. Uno che sbagliava e cadeva, ha smesso di farlo, del tutto. E avercelo per compagno di squadra, forte così, è già una gran bega di suo.

Fastidio uno. Avere una moto messa a punto bene sempre e dall’inizio come fa lo spagnolo comporta che Rossi – che già dall’anno scorso in questo tipo di lavoro era più lento – si misuri con il fastidio due. Più adattabile Lorenzo, più perfezionista Rossi, il tempo passa e le pezze ce le deve mettere in extremis. Poi capita l’infortunio alla spalla, in vacanza, facendo cross.

Fastidio tre, che ci vuole un mese per capire che di problema serio si tratta ma non si può citare, perchè se Rossi lo fa sa di scusa. E ci si aggiunge la gamba, rotta, al Mugello.

Fastidio quattro e non da poco. Per quel motivo il lavoro di ricerca dell’assetto buono si sospende per decine di giorni e centinaia di chilometri, perchè anche un rientro record passa per una moto comoda e da convalescente che non può essere anche una moto da vittoria, fastidio cinque. Rossi guida contratto mentre tutti lo vorrebbero fluido come uno che fa i miracoli.
Fastidio sei. Poi parte anche il mercato, presto, anzi presto da matti, fastidio sette. La convivenza con Lorenzo che ha campo libero verso il mondiale è il fastidio otto. scatta l’opzione Ducati, che significa mettere in discussione a nemmeno metà stagione passato, presente e futuro: fastidio nove. Significa ribaltare tutta una filosofia. Ce n’è da mandare in bambola anche ironman con le pile cariche. Eppure Rossi sussurra sorrisi ed ottimismo, comme d’habitude. E quando si annunciano divorzio e matrimonio, scatta la questione della forcella che a Brno nemmeno gli fanno provare, quei timori reconditi che non essendo più tutto come prima, fastidio dieci, la Yamaha possa pure non trattarti più come ti aspetti, che tanto le scelte di campo sono chiare, ma così chiare che c’è pure il dubbio, fastidio undici, che a Valencia nel primo test il permesso per provare la Ducati non arrivi.

E Rossi qui a Indy scivola due volte in un colpo come un inedito da quindici anni a questa parte e c’è ancora gente in giro che si chiede come mai, cosa stia succedendo, dimenticando che il ragazzo è sulla breccia da un tot, lievemente esposto, umano, come tutti. Fastidio dodici.

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Una risposta a “Dodici fastidi

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