I’m a big boy

Nel giorno in cui Vettel fa l’ennesima figuraccia per eccesso di grinta, Mark Webber chiede garbatamente più attenzione da parte del team. Chiede finalmente di fare una scelta, di concentrarsi su di lui. Lo fa con la misura che lo contraddistingue. Senza clamori, senza puntare i piedi, appellandosi ad una logica di punti. La classifica gli concede un +28 su Vettel quando mancano sei gare ai conti finali. L’australiano la butta lì, suggerendo che sarebbe una scelta da fame di vittorie, come dire la più logica, la più sensata se la squadra ha intenzioni da titolo. Continua a leggere

Silenzio

Niente MotoGp qui e stavolta, perchè Peter Lenz aveva tredici anni. Dieci parole per i vivi che corrono ed una parola per un bambino che in moto nello stesso posto un’ora prima ci muore in una “gara di  contorno” è una proporzione  globale, sbagliata e perversa.  Tornato nella camera di albergo di Indy, col pc acceso per guardare due siti vedo gli occhietti di Peter Lenz, di cui si racconta la morte.  Sono gli stessi che ho incrociato nel parcheggio all’inizio di questa domenica di sole. Era un capannello con lui in mezzo, è stato un istante insignificante, come mille altri ingressi in pista. Ora è tormentoso. Continua a leggere