Quando spinge Alonso

Due gare di altissimo livello. Due vittorie. Una avventura mondiale raddrizzata a colpi di martello. Fernando Alonso mette a tacere tutti, fa proprio impressione nel mezzo di questa supervolata per il titolo. Viene difficile persino star qui, adesso, a fare le pulci su una stagione che pure ha prodotto qualche delusione visto che un po’ tutti i piloti in ballo sbagliano, hanno sbagliato, sbaglieranno. Anche a causa di un livello agonistico decisamente fuori media. Per questo la grinta di Fernando fa impressione. Così come la sua tempra nervosa. Tenere la testa a Singapore è cosa da campioni. Tenere testa con un mastino agli scarichi è cosa da fuoriclasse. Quindi, per una volta, giù il cappello e basta. Continua a leggere

Massa, stai più sereno

Per me vincere il mondiale sarà dura. Vorrà dire che penserò a vincere gara per gara“. Parla così Massa alla vigilia della prima giornata di prove.

Di conseguenza qui a Singapore torna in mente la partenza di Monza, con Felipe fotocopiato sulla macchina gemella alla prima variante. Così quello che sembrava un fin troppo zelante aiutino al compagno di squadra assume un significato diverso.

In realtà Massa era davvero in lotta con Alonso per prendere la scia di Button, fatto questo confermato dal pilota spagnolo nella conferenza stampa di giovedì sera. Continua a leggere

La resa di Valentino


di Alberto Porta

Nella gara in posto nuovo che ha rivisto la Ducati in posto giusto, che ha ridato vita al campionato grazie ad un Pedrosa consistente e un Lorenzo evanescente, abbiamo assistito alla resa del campione. Un percorso fatto di pista e di autoanalisi che si è spalmato sulle gare del ritorno dall’infortunio, sei gran premi che hanno fruttato dopotutto due podi e 79 punti, ma che si è concluso ad Aragon con una consapevolezza che sa, come detto, di resa.

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Aspettando un ruggito

di Alberto Porta

Dopo le grucce, il cruccio. Se senti Valentino che dice: “Senza quell’errore avrei potuto lottare per la seconda fila” hai già la misura di una situazione che sa di consapevolezza di (attuale) impotenza. L’autoesame è cominciato dopo Indianapolis, con messa a punto della M1 raddrizzata ma non centrata, e con la certezza che la spalla stava diventando il punto dolente e centrale delle preoccupazioni sulla condizione fisica.

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L’importanza del ragioniere

Lo dicono tutti ma nessuno riesce a farlo. L’ultimo a confessarlo è stato Hamilton: “Sbagliato io, ho voluto strafare”. Ecco il punto: per vincere il mondiale tocca fare un po’ i ragionieri, nonostante il mestiere sia – con tutto il rispetto – piuttosto lontano da quello del pilota. E da ragioniere si deve agghindare un filo anche Alonso, nonostante un’indole diametralmente opposta. Perchè l’azzardo non paga più e per azzardo intendiamo l’uscita oltre il limite della fisica sul cordolo di Spa, ma anche l’azzardo tattico di assettarsi da
bagnato il sabato (sempre di Spa) per provare il colpaccio la domenica. Continua a leggere