Dopo le lacrime, l’ipocrisia

di Alberto Porta

L’atto è dovuto, come sempre avviene, come di norma in questi casi. Alex De Angelis e Scott Redding sono stati inseriti nel registro degli indagati, la notizia di reato è omicidio colposo nell’incidente che ha provocato la morte di Shoya Tomizawa a Misano. Clamore e titoli, persino l’ipotesi che la scivolata di una barelliere possa aver complicato una situazione già critica. Se non ci fossero più lacrime da spendere, verrebbe un po’ da ridere per l’ipocrisia che sta dentro a questi fatti, compreso lo slittamento di un’autopsia che ci sembra assolutamente inutile e che allunga il dolore di una famiglia che vorrebbe riportare al più presto Shoya in Giappone per l’ultimo saluto.

Per Alex e Scott, sarebbe meglio che alla porta, invece che un funzionario del tribunale, bussasse uno che possa realmente dare una mano, uno psicologo, magari un sacerdote, se questi ragazzi credono. Perché saranno loro a risalire in moto, a rischiare di nuovo la vita, non i sapientoni che criticano tutto o i burocrati che, secondo noi, farebbero bene a chiudere in fretta un fascicolo il cui contenuto è stato scritto solo dal destino.

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2 risposte a “Dopo le lacrime, l’ipocrisia

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