Qualcosa è cambiato

Dietro alla vittoria Ferrari a Parigi, c’è soprattutto un grande show della Federazione.

Esaurito il peso della notizia del giorno, stabilito che Alonso è artefice del proprio destino in questo mondiale e da qui in avanti sta solo a lui farcela o meno, emerge chiara la consapevolezza di essere stati spettatori di uno spettacolo ben orchestrato.

Che senso aveva portare la Ferrari a Parigi per confermare semplicemente quanto già ratificato dalla direzione gara di Hockenheim?

Non sappiamo cosa si siano detti in aula perchè è strettamente riservato. Sappiamo però alcune cose.

1. La discussione è durata meno di tre ore, pochissimo se si fa un paragone con situazioni analoghe in passato.

2. Jean Todt è rimasto nel suo ufficio, non ha preso parte alla seduta per evitare con molta corretteza un ‘conflitto di interessi’.

3. Sappiamo (perchè lo riporta il comunicato della FIA) che il procedimento disciplinare è stato cambiato in modo che siano distinti i poteri ovvero che l’accusa non coincida più con chi deve emettere un giudizio. Prima e dopo non ci sono state dichiarazioni altisonanti, avvertimenti, non si è fatta politica da grandi titoli.

Perchè siamo andati a Parigi? Per scoprire il destino della Ferrari in questo mondiale, credevamo. In realtà perchè ci entrasse in testa che la nuova gestione Todt nulla ha che fare con la lunghissima era Mosley.

Quando è stato eletto il nuovo Presidente non ha fatto proclami politici. Ha parlato di cambiamento ma lo ha fatto con discrezione, senza programmi urlati. Ha aspettato un anno per trovare l’occasione perfetta e presentare il suo manifesto. Mentre attendevamo il verdetto Ferrari la Fia ci ha detto che a Parigi, negli uffici di Place de la Concorde, adesso le cose si fanno nella più totale trasparenza, esistono procedure certe. Di più, ci ha detto che se una regola ‘non funziona perchè la infrangono tutti va riconsiderata‘ (parole di Todt).

Ci ha detto che c’è un Presidente che non è Dio dall’alto che punisce, è una figura terrena che dialoga con i suoi interlocutori (i team). Questo si è visto. Questo è oggettivamente avvenuto a Parigi l’8 settembre. Ora rimaniamo a guardare se sarà sempre così anche nei giorni di non-propaganda.

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2 risposte a “Qualcosa è cambiato

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