L’importanza del ragioniere

Lo dicono tutti ma nessuno riesce a farlo. L’ultimo a confessarlo è stato Hamilton: “Sbagliato io, ho voluto strafare”. Ecco il punto: per vincere il mondiale tocca fare un po’ i ragionieri, nonostante il mestiere sia – con tutto il rispetto – piuttosto lontano da quello del pilota. E da ragioniere si deve agghindare un filo anche Alonso, nonostante un’indole diametralmente opposta. Perchè l’azzardo non paga più e per azzardo intendiamo l’uscita oltre il limite della fisica sul cordolo di Spa, ma anche l’azzardo tattico di assettarsi da
bagnato il sabato (sempre di Spa) per provare il colpaccio la domenica.

Il colpaccio non si deve tentare, questo il fatto che nasce dal nuovo punteggio 2010. Occorre mettersi lì buoni, fare il proprio lavoro al 100 %, parole di Fernando nel dopo gara, ma non superarlo quel 100 %, aggiungiamo noi. Non voler strafare altrimenti tanti saluti. Altrimenti ti viene il mal di mare a furia di alti e bassi domenicali. Un azzardo se l’è giocato anche Hamilton, decidendo di tappare l’F-Duct per puntare su un carico aerodinamico più leggero: pessima idea. Bissata dalla foga della Roggia: ari-pessima idea. Insomma, caro Alonso, dai una tiratina alle briglie dello spirito agonistico e vedrai che ci sarà da divertirsi, perchè a cinque domeniche dalla fine diventa fondamentale non incartarsi da soli.

Contando su una macchina che, se curata bene, dà le sue brave soddisfazioni, su una squadra che quando c’è da non sbagliare una virgola per dire nel pit decisivo non sbaglia, su un compagno di box che, seppur a muso lungo, il suo bravo ruolo di seconda guida lo mette in pista. Tre fattori che, a pensarci bene, non hanno nè McLaren nè Red Bull.

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