La resa di Valentino


di Alberto Porta

Nella gara in posto nuovo che ha rivisto la Ducati in posto giusto, che ha ridato vita al campionato grazie ad un Pedrosa consistente e un Lorenzo evanescente, abbiamo assistito alla resa del campione. Un percorso fatto di pista e di autoanalisi che si è spalmato sulle gare del ritorno dall’infortunio, sei gran premi che hanno fruttato dopotutto due podi e 79 punti, ma che si è concluso ad Aragon con una consapevolezza che sa, come detto, di resa.

Valentino insomma non ce la fa più. E’ stato bravo a soffrire in semisilenzio, quei problemi alla spalla accennati ma mai presi come vera scusa alle prestazioni non esaltanti, poi la realtà ha presentato il conto. Nella MotoGP di oggi, coi tipi che girano nei dintorni, bisogna essere al cento per cento in tutto, e se lo ha capito un giovane baldanzoso, sano e fino a poco tempo fa imbattibile come Jorge Lorenzo, prendendo tre sberle di fila, figurarsi un onesto osservatore della situazione, che si trova a pensare quanti milligrammi di antidolorifico bisogna prendere, quando invece ci sarebbero da prendere in considerazione assetti e gestioni elettroniche. Ha vinto la scienza, l’operazione s’ha da fare, i pensieri sulle corse da abbandonare…

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