Il cambio di un’epoca

I sorpassi tra Rossi e Lorenzo in Giappone sono stati una libidine per tutti. Una lotta per il terzo posto sì, ma che resterà lì, sui libri, come una questione per la vittoria. Peccato lo strascico, peccato il nervosismo di Lorenzo, la sua non accettazione di un corpo a corpo nel quale si è cacciato consapevolmente salvo poi lamentarsi con i vertici Yamaha e imponendo un richiamo a Rossi. Mah… Ora, a rivedere quel duello con calma, è francamente impossibile trovare qualcosa di scorretto. Ma noi siamo in lotta per il titolo – lamenta Lorenzo – anche quello costruttori, anche quello dei team e non dobbiamo ostacolarci. Invoca, insomma, una gestione di squadra dopo essere stato con Rossi titolare di un individualismo che farà epoca. Strano e non coerentissimo. Yamaha il suo avvertimento l’ha dato sì a Rossi, con prevedibile imbarazzo, costretta a una figuretta che era invece risparmiabilissima. Tant’è, sul caldo della Malesia dove siamo già tutti, scende il gelo definitivo tra Lorenzo e Rossi. Ma è il segno di un cambio di epoca. La Yamaha è messa nella condizione di non essere orgogliosa del miglior spettacolo della stagione, mentre Rossi dimostra una vitalità che viene buona per la Ducati.Ora fa i suoi conti Valentino, che a questo punto dovrebbe cambiare squadra, non fosse che l’ha già cambiata e che continuerà a fare del suo meglio nella sfida a Lorenzo che con lui vince il Mondiale, ma perde i corpo a corpo con relative rimostranze. E farà i suoi conti anche Spies che l’avrà per compagno di squadra, sapendo che a questo ruolo di leader Lorenzo ci tiene altroché, pure troppo, e pensando che forse mantenere il muro nel box – come la Yamaha dice di voler fare anche per il 2011 – potrebbe non essere la peggiore delle idee.

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