Alonso Texas Hold’em

Gli anni passati al tavolo verde si vedono tutti. Perché Alonso ha un’abilità a bluffare pari a quella di guida. Non può non temere queste dannate Red Bull, dietro alle quali non riesci neanche a stare, ma che fa? Ride, scherza e riempie le conferenze di ottimismo e tranquillità. Che le vedesse Webber, le conferenze, se la farebbe sotto. Questo per dire che, adesso che viene il bello, bisogna giocarsi tutto, compresa la faccia di tolla e l’abitudine ad aver
la palla buona durante la finale dei Mondiali. Se da un lato puramente tecnico la blu e il mascellone si meriterebbero oggettivamente il titolo, dal lato psicologico/sgamato c’è questo torello asturiano che può scombussolare i piani.
Anche con dei sani bluff che mettono tranquillità a squadra, tifosi, simpatizzanti. Lui dice di no, ma l’esperienza – che Webber, e Vettel se volete, non hanno – conta eccome. Perché sai, inutile negarlo, cosa
fare, cosa non fare, come gestire i 1200 km che ci separano dalle vacanze di Natale. Piccoli segnali? Beh, Webber oggi (che non conta niente, va bene) doveva essere davanti! Per chiarire, sgombrare dubbi, picchiare i pugni sul volante e sul testone di Horner.

Fernando è lì, calmo ma fumante, pronto ad andare a 300 ma a inchiodare in caso di rischi (“Margine di sicurezza” dice lui): esperienza e furbizia. Per tornare al poker di cui sopra, fare il tris qui (dopo Monza e Singapore) sembra difficile ma ti distrai un attimo e uno così ti porta via la casa.

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someonePrint this page

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *