Lorenzo campione fa 99

Dieci-dieci-dieci, è la data di oggi, ma potrebbero pure essere i rispettivi voti per la gara in sè, la gara di Rossi e il mondiale di Lorenzo.

Si fa prima a dire che fa 99. Non cento appunto, perchè Rossi, sportivamente killer fino all’ultima stilla di energia, ha proprio voluto incidere il proprio 46 a fuoco sul titolo 1 di Jorge. Son segni di vitalità rinnovata, nella stagione in cui l’unico costantemente vitale è stato però proprio Jorge Lorenzo.

Non so se ne vincerò altri – dice lui – ma so che questo, battendo Rossi con la stessa moto, credo che resterà il più bello di tutti” .

Può non essere piaciuto a tutti per certe scenette un po’ forzate sulle quali a volte non abbiamo nemmeno lesinato la nostra critica dura e legittima, ma sarebbe folle non concedergli il merito che si è guadagnato col titolo, soffrendo prima e cambiando poi.

Il Lorenzo campione del mondo 2010 della MotoGp è stato un esempio di ciò a cui le donne deluse normalmente non credono : un uomo PUÒ cambiare. Lui lo ha fatto in un ambito che è tutto una pressione, in cui ogni disequilibrio nella vita e nella testa possono corrispondere ad un decimo perso in pista, uno svarione, magari una caduta. A memoria d’uomo è difficile ricordare una stagione in cui il leader abbia sbagliato poco come Lorenzo quest’anno. Potrà essergli scappata la frizione in certi atteggiamenti, invisi a Rossi e magari pure agli spagnoli, ma quando si è trattato di mettere le ruote in pista è sempre stato chimico nel dosaggio dell’energia e nello sfruttamento di un talento che è immenso.

Gli altri son caduti? Bene, lui no, se non una volta forse, ma non in gara. Conosce il limite suo e della moto. Sa quando serve ragionare e lo ha fatto anche a Sepang negli ultimi giri. Ha saputo mettersi in gioco nel più duro dei corpo a corpo, magari non ha saputo perderlo, ma intanto il titolo era più vicino.

Lorenzo insomma, che è un bravissimo ragazzo, è meglio in pista che fuori, anche se in entrambi gli ambiti il suo livello rimane alto. Forse ha trovato davvero qualcuno che gli ha insegnato a fare bene bene i conti con sè stesso, con le sofferenze del proprio passato, instradandolo su un cammino che intanto lo ha portato ad essere campione del mondo della MotoGP. Perchè questo è il risultato della metamorfosi che ci ha offerto. Ora che la dimensione del suo pensare inevitabilmente cambierà, si tratta solo di trovare la misura giusta per non sbagliare nulla nè nel corpo a corpo e nemmeno quando toglie il casco. In questo senso chi gli sta vicino e lo ha aiutato ad essere ciò che è oggi, dieci-dieci-dieci, diventa ancora più importante. Bravo Jorge, credici: sei davvero campione del mondo, li hai davvero battuti tutti.

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someonePrint this page

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *