Illuminàti!

Va come è strana la vita e come son strane ‘ste corse. Quando ti aspetti una cosa arriva il contrario.

Quando sei lì in ginocchio nel fango dell’Australia pregando che gli italiani abbiano una gara che valga almeno un caffè, ma pensi che Stoner la ammazzerà di giri veloci, quella gara lì vien fuori comunque.

Son tre di fila a questo punto dove ci sia stato qualcosa che valesse la pena di vedere. Il duello di Motegi tra Rossi e Lorenzo, la vittoria di Rossi in Malesia, il doppio duello di Phillip Island Rossi/Hayden e Spies/Simoncelli.

Passiamo per tifosi monotoni se stiamo a sottolineare che Rossi ricorre nelle azioni che si fanno guardare. Ovvio. Però non si può discutere che in queste occasioni sia stato come il deejay che arriva a metter su la musica e a far ballare la compa.

Non si può dimenticare che sul podio dell’Australia Rossi ci va sì, ma beccandosi 18 secondi da Stoner e un po’meno di dieci da Lorenzo, che è ciò che si definisce una vera paga. Tant’è, una paga sì, ma degna di podio e di brivido.

Anche perchè l’illuminato numero uno è Stoner quando arriva sulla pista di casa sua. Ti prosciuga gli aggettivi e fa vergogna per quanto va forte, prima pianificando e poi dilaniando a morsi la pista fino alla quarta vittoria consecutiva nel suo continente.

In termini puri pare davvero il pilota più veloce del mondo, purtroppo non ancora il più completo e chissà se mai lo sarà. Stoner e Lorenzo (che non vince da sei gare, ma convince dall’inizio della stagione) si scambiano effusioni sul podio, unìti dall’intento evidente di tagliar fuori Rossi dal loro godimento. È legittimo, stavolta tocca a loro, insieme, soffiargli addosso un minimo di fastidio di rimando.

Accenderanno la sua carogna nota e infallibile? È probabile, anche perchè Rossi a questo punto è obbligato a spazzar via ogni dubbio sul fatto di continuare o meno la sua stagione. Siccome la Yamaha ha deciso di lasciargli provare la Ducati, deve tirare fino a Valencia, che significa vivere almeno altre due gare in cui dare alla Yamaha gratitudine in cambio della gratitudine attesa, ricevuta, dimostrata.

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