Peggio tardi che mai

La Red Bull cambia rotta. Sì ai giochi di squadra per il rush finale. La decisione arriva in ritardo ed è, anche per questo, una pessima notizia. Sarebbe stato meglio, vista la reiterata tendenza a generare una mattanza interna, tenere duro, se non altro per una questione di coerenza. Invece siamo al fallimento doppio. Ostentare la volontà di lasciare liberi i propri piloti quando sarebbe servito scegliere per proteggere la corsa al titolo mondiale, ha comportato molte critiche ma anche un certo rispetto. La Red Bull ha una filosofia: questa. Punto e stop. A costo di far litigare Webber e Vettel, a costo di vedere l’uno che sottrae i punti all’altro. A costo di perdere il Mondiale.

Un atteggiamento non proprio finalizzato alla concretezza, dati i rischi e gli avversari, ma se non altro profumato di sport. Il fatto è che lo sport, in Formula 1, ha ben altri odori dominanti. Comunque, transit, come diceva un vecchio amico milanese. Ora però la situazione è ridicola. Chris Horner, visti i danni rimediati, visto Alonso, vira di brutto. Che Vettel aiuti Webber. Tardi, accidenti, maledettamente tardi. E per di più un po’ assurdo, poiché se questo punto di vista diventa all’improvviso lecito, non si capisce davvero come punto di vista precedente sia riuscito a resistere per mesi.

Cos’è, la paura concreta di perdere? Bene, allora significa che la Red Bull ha vissuto sino a domenica in uno stato di presunzione totale. Una presunzione basata sulla certezza di fare doppietta o di mandare a segno senza fallo uno dei due piloti. Il che sta nella realtà delle corse come i puffi in piazza del Duomo. Piuttosto, avremmo voluto ascoltare la vera storia del voltafaccia. Questa: il nostro candidato era Vettel, abbiamo fatto di tutto perché riuscisse a mettere dietro Webber.

Ora, siccome non ce l’ha fatta, siccome l’unico che può beccare Alonso è Webber, maledizione, tocca dargli una mano. Ecco. Bastava dirlo: i giochi di squadra in realtà noi della Red Bull li abbiamo sempre fatti. A vantaggio dell’uomo sbagliato.

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