Fuori i secondi

Quattro passi tra i numeri della classifica 2010 per riflettere sui vari secondi. Dunque: se, alla fine, negli almanacchi eccetera contano solo, appunto, i numeri allora Massa è come Petrov e Button fa la fine di Hulkenberg. Spieghiamo. Prendi Petrov: uno che finisce dietro a Kubica in qualifica 17 volte su 19; che viene sbeffeggiato dalla critica fino all’ultimo, fino a quando cioè riesce finalmente a far vedere qualcosa di buono; uno che, numeri alla mano, è come Massa! Continua a leggere

Duro e più duro

Tra i due ci sono sei anni. Ventinove per Alonso, ventitre per Vettel. Luglio per entrambi, giorno 29 e quindi segno del Leone per Fernando, giorno 3 e quindi Cancro per Sebastian. Non si filano più di tanto ma sono stati a stretto contatto lungo una stagione memorabile. Alla fine ha vinto il tedeschino della Red Bull e dentro il gran finale di Abu Dhabi, così come per l’intera stagione al trionfo dell’uno corrisponde un errore o meglio un regalo dell’altro. Sono risorte le speranze di Alonso dopo il motore saltato a Vettel in Corea, hanno preso corpo le speranze di Vettel nell’ultima notte Mondiale dopo un errore strategico della Ferrari decisivo. Quindi, alla fine di un conto infinito di punti persi o raccolti per caso dai piloti in lotta per il titolo, non sorprende che il titolo l’abbia conquistato un campione irriducibile a bordo della macchina migliore. Continua a leggere

Massimo vantaggio

A poche ore dall’ultima corsa Fernando Alonso misura il massimo vantaggio raggiunto sin qui. Voleva mettersi in mezzo alla coppia Red Bull per impedire il gioco di squadra in dirittura, Beh, Webber parte due piazze dietro e in mezzo si sono messe anche le due McLaren. A lui basta un quarto posto per controllare la foga magnifica di Vettel, con Webber alle spalle in classifica mondiale e sulla griglia. Continua a leggere

Strano, Nando che tifa Gino

Com’è strana la vita. Alonso che tifa Hamilton. Gli ex migliori nemici, ora così belli vicini vicini. La liasion parte da questo venerdì desertico e, a dirla tutta, è poco equilibrata, già che Fernando tifa Lewis mentre sul contrario c’è qualche dubbio in più.

Perchè questa McLaren può essere molto vicina a quella dell’anno scorso che, ricordiamo, qui dominò con pole il sabato e diciannove giri in testa la domenica, prima del ritiro per i freni andati. Ora, viste le premesse delle libere arabe, Hamilton potrebbe appunto rimescolare calcoli e strategie di questo finale. Continua a leggere

La scelta di Vale

Il famoso test, quello che potrebbe aprire una nuova era, si è fatto. E meno male che si è fatto ora a Valencia  e non a febbraio in Malesia. Sarebbe stato troppo tardi davvero, considerando la quantità di cose che Valentino ha dovuto provare e digerire, alcune peraltro anche senza digerirle. L’aspettativa era alta, altissima, forse troppo. Anzi, il più sorprendente di tutti è stato proprio Rossi, che ha lavorato con mentalità da test e approccio da collaudatore. Non nascondiamoci però dietro ad un dito: è vero che non bisognerebbe guardare il cronometro, come da indicazione della vigilia, ma se invece uno ci fa caso (e ci fa caso) il test è andato male e suggerisce una sensazione di vera fatica a trovare la strada con immediatezza. Si è scoperto ufficialmente che fra la Yamaha fatta a sua immagine e somiglianza e la Ducati ci sono differenze importanti. Il motore dell’italiana spinge di più, il posteriore attacca meglio sull’asfalto, caratteristiche che gli piacciono da matti. L’anteriore invece è quello che a Rossi pare il vero punto debole. Continua a leggere