Fuori i secondi

Quattro passi tra i numeri della classifica 2010 per riflettere sui vari secondi. Dunque: se, alla fine, negli almanacchi eccetera contano solo, appunto, i numeri allora Massa è come Petrov e Button fa la fine di Hulkenberg. Spieghiamo. Prendi Petrov: uno che finisce dietro a Kubica in qualifica 17 volte su 19; che viene sbeffeggiato dalla critica fino all’ultimo, fino a quando cioè riesce finalmente a far vedere qualcosa di buono; uno che, numeri alla mano, è come Massa!

Sì, perchè tra i due Renault e i due Ferrari volano gli stessi punti di differenza: Robert ne rifila 109 al buon Vitaly, Fernando ne smolla 108 all’ottimo Felipe. Hai voglia a puntare al titolo costruttori, insomma. L’unica differenza è che il russo non ha mai dichiarato di puntare a vincere, gara e mondiale. Avanti: Button doveva far vedere a Lewis di che pasta è fatto e fa la fine del non pervenuto Hulk che, tra l’altro, ha pure una pole in più. Hulk che, da secondo, riesce a tenere dietro in qualifica nonno Barrichello sei volte, mentre Jenson si ferma a cinque con Hamilton. Questo non vuol dire associare Rubigno al fidanzato di Nicole, non siamo del tutto fulminati, è solo il conto finale del confronto tra compagni di box: pur sempre due piloti con la stessa macchina.

In casa Red Bull, si sa, la gerarchia è sbocciata solo a ultima gara iniziata, quindi i 14 punti incassati da Webber non fanno molto testo. Ne fanno eccome i 70 che Rosberg ha fatto recapitare in busta chiusa all’illustre compagno di grigio. Il quale, come sappiamo, non è parso particolarmente entusiasta delle nuove gomme per il prossimo anno. Ahi. Mica avrà in mente di bissare il 2010?

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