Pensieri malesi

Ci sono piloti per cui l’ambiente, anzi, un buon ambiente è tutto. La cosa è molto italiana: l’ambiente infatti è tutto per Valentino Rossi, è tutto per Marco Simoncelli che del prossimo mondiale sono i due grandi attesi. Rossi e Simoncelli generano atmosfera per ottenere atmosfera, in un giro virtuoso che li ha sempre premiati quando si è trattato di fare sul serio. Rossi è un po’ più ducatista ancora, i ducatisti che lavorano con lui sono più rossisti ogni giorno che passa, ora che toccano con mano che tipo di professionalità, di disponibilità e di sensibilità tecnica ci siano nel talento e nel metodo di Valentino. Così, anche se la situazione descritta dal cronometro alla fine del test malese non è che mediocre, loro sono del tutto convinti che si tratti di un buon inizio. Siccome respirano fiducia e serenità, sono convinti che essere davanti con gli altri sia un’impresa che può riuscire, mentre la spalla migliora fino a funzionare meglio del previsto. Anche questa è atmosfera, ambiente.
Se Rossi si farà aspettare potremo godere di Simoncelli e Dovizioso, con questo loro bello stabile costante che li oppone ai compagni di marca fuorimedia Pedrosa e Stoner, ma li inserisce nel contesto di un mondiale che va ben oltre i fantastici quattro; anzi,li porta a sei o sette compatibilmente con la ripresa di Rossi.

La Honda ha finalmente fatto una gran moto. Si è strutturata per sostenerli tutti i suoi piloti, con Gianni Berti che rimane vicino a Dovizioso ma fa la spola nel box degli altri hondisti, Simoncelli compreso, per vedere se serve una mano. A Tokio insomma hanno deciso, prendendo Stoner ed estendendo il loro supporto, che se non è quest’anno è mai più. Stoner in prova si è steso, uno dei pochi, non ha perso il vizietto, ma per le sue caratteristiche passare da Ducati ad Honda è stato certamente un passo avanti. Ora, se fosse la testa a non sostenerlo avrà in teoria una moto con cui mettere una pezza. Noi ci auguriamo ovviamente che il meglio in Honda possa derivare da Sic e da Andrea Dovizioso che ha dedicato il suo inverno al potenziamento della personalità e al controllo delle emozioni, per non lasciare al caso nulla in ciò che di meglio possiede: la testa.
In questo contesto viene naturale snobbare un po’ Lorenzo e Spies, che dopo la Malesia sono meno visibili degli altri. Sarebbe però un errore grossolano e madornale, soprattuto quello di dimenticarsi del campione del mondo. Lorenzo i suoi migliori tempi non li ha cercati di mattina quando la pista di Sepang era più fresca, più veloce e più facile come hanno fatto tutti. Lui no, sul cornometro ci ha giocato di sera con meno preoccupazione degli altri. E non si vede un motivo per il quale degli stessi benefici tecnici non debba godere Spies che quanto a talento ha già dimostrato abbastanza.

E’ troppo presto per le sentenze, ma siamo avanti abbastanza per le sensazioni e quella più forte è che il mondiale nasca bene, con meno differenze di prima, con maggiori possibilità di parlare dei piloti piuttosto che delle moto, senza che in realtà sulle moto sia cambiato niente di davvero sostanziale. Dal punto di vista tecnico i mezzi che abbiamo visto in movimento a Sepang non sono che quelli dello scorso anno, più evoluti ancora, con più motore, più telaio, più elettronica. E se ci fossero solo piloti cresciuti? E se quella delle gare noiose fosse stata solo un’era casuale e transitoria? Come già molte ne abbiamo viste anche in passato? Non è una certezza, no, ma un augurio sì, quello sì. Per noi, per voi.

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