Fermate lo spettacolo

Le cronache sono da brividi. Centinaia di persone ammucchiate in ospedale. Le più gravi hanno un letto, le altre attendono. In Bahrain c’è un conflitto in corso. La polizia spara, ha sparato su una folla di manifestanti disarmati. Moltissimi uomini ma anche donne e bambini. La Formula 1 discute se sia il caso o meno di andare a fare gli ultimi test e il primo Gran Premio di stagione in Bahrain. E’ indubbio che gli interessi, i soldi sprecati in caso di cancellazione della gara sono enormi. Ed è forse il motivo per cui ci sono delle resistenze a mettere una bella X sul calendario e partire dall’Australia.

E’ indubbio altresì che ci sia da considerare la sicurezza di tutte le persone che si devono muovere (piloti, meccanici, ingegneri, tecnici, rappresentanti del marketing e degli sponsor, giornalisti…). La questione a questo punto è altra.

Mettiamo per assurdo che la famiglia reale assicuri una maxiprotezione a tutti gli operatori della Formula 1, che riesca a creare una bolla di sicurezza in grado di garantire l’incolumità a chi si reca in Bahrain per il Gp. Per assurdo, appunto, perchè in un Paese in guerra nemmeno Dio può garantire l’incolumità ad una truppa di persone che della guerra non sanno nulla e arrivano con l’animo di chi ha sempre lavorato in territorio di pace.

Ma credendo nell’assurdo, nella bolla che protegge tutti, la domanda vera è: che senso ha? Con che arroganza si può portare il circo fra i morti? Non hanno tempo per divertirsi, non ne hanno voglia. Non ora. Occorrerebbe averne coscienza e capire che lo show a volte è meglio che si prenda una pausa. Non per paura ma per rispetto.

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