Dedicato a te

Quello che lo stesso Biaggi ha definito l’ottimo risultato di Philip Island (due secondi posti dietro a Checa, su una pista antipatica all’Aprilia) ripropone lo strano rapporto a distanza tra i due ottimi nemici di sempre. Quello secondo il quale se Biaggi va bene Rossi va male e il contrario. Sarà un caso, anzi lo è certamente, ma sembra che l’uno tragga un’aggiunta di motivazioni dai problemi dell’altro.

Ci avrei messo la firma su un inizio del genere“, dichiara Biaggi; “Siamo indietro e sono preoccupato” dichiara Rossi qualche ora prima, a chiusura del settimo giorno di test sulla Ducati di giovedì. Uno bene, l’altro male o insomma meno bene.
Prendi l’anno scorso: Max campione del mondo, Valentino annodato in una stagione no. Prendi il 2009: Valentino campione del mondo, Max annodato in un problematico debutto dell’Aprilia in SuperBike. Un po’ come agli inizi: mentre uno vinceva l’altro cresceva, quando è cresciuto il più giovane l’altro (dal 2001 al 2005) non ha vinto più.

Il 2007 è l’eccezione (terzo uno, terzo l’altro) a conferma della regola che ritrovi la stagione successiva: Biaggi non va oltre l’ottavo posto finale in Ducati Sterilgarda mentre Rossi fa otto pure lui ma nel senso dell’ottavo mondiale, con tanto di notaio che timbra il casco. Come se non ci fosse spazio per entrambi, nemmeno a distanza. In un continuo alternarsi che li tiene inevitabilmente lontani, ma anche
inconsapevolmente vicini.

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