Heidfeld le fa… girare

Come sapete, siamo decisamente di parte. Detto questo: come girano le balle a vedere la nera di Kubica
con su uno che non sia Kubica! Prima cosa. E come gireranno a lui nel vedere i tempi di questa terza giornata di test a Jerez, non ci vogliamo pensare. Ha altro a cui pensare, direte, già che dopo le nove ore
di operazione
di ieri, oggi è tornato in rianimazione, sotto osservazione, certo. Ma gli gireranno
comunque perché lo sentirà nell’aria. Heidfeld poi, con tutto il rispetto, è Heidfeld. Continua a leggere

Honda anomala?

di Alberto Porta
Ma quanto va questa Honda! A Sepang tutti lì ad ammirare la RC212V, che all’inizio dell’ultimo anno di carriera (arriveranno le 1000 nel 2011) sembra aver raggiunto finalmente il giusto equilibrio prestazionale. Nei test della Malesia l’abbiano vista sempre in cima alla lista dei tempi: prima Stoner, poi Pedrosa, poi Simoncelli. E indagando sulle velocità massime, in assenza di rilevamenti ufficiali, abbiamo scoperto che il vantaggio era di circa 6-7 chilometri all’ora sulle Yamaha e di oltre 10 sulle Ducati.

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La forza di Kubica

Non capita quasi mai. Non capita di incontrare un campione, un uomo dotato di un tale talento da trasportarlo in una elite assoluta, capace di mantenere intatti i valori semplici e grandi. Quelli che permettono di riconoscere una vera eccezionalità. Abbiamo percorso moltissimi chilometri al fianco di Robert Kubica diventando rapidamente tifosi di Robert Kubica. Sì, sì, un pilota di straordinarie qualità. Ma il tifo ha segnalato dal principio una radice ulteriore e decisiva. Abbiamo a che fare, infatti, con una persona di alta qualità. Un ragazzo che ha sofferto vivendo da bambino nelle officine, pur di dare un colpo di pedale alla propria avventura. Da questo, dalla sua fame e dalla sua solitudine, ha ricavato senso dell’umorismo, una tenacia magnifica e, soprattutto, una tenerezza rara, mascherata da un repertorio di guasconerie facilmente aggirabile. Continua a leggere

Sic “troppo” forte?

di Alberto Porta

I test di Sepang, dai, ci fanno gasare. Valentino va meglio di quanto si poteva prevedere, Dovizioso è sostanzioso e, soprattutto, c’è un Simoncelli stellare, che stacca la prima pole -anche se ideale- dell’anno e fa sorridere a 36 denti il suo team manager Fausto Gresini. Tutto bene, no? E invece “ni”, perché il Sic e i suoi, squadra rafforzata a dovere, potrebbero aver commesso un errore. Andare così forte subito, togliendo la ribalta all’imponente armata Honda-Repsol (Stoner-Dovi-Pedrosa), ha sapore di beffa per il megasponsor spagnolo che sta con la casa giapponese ininterrottamente da 17 anni. Continua a leggere

Pensieri malesi

Ci sono piloti per cui l’ambiente, anzi, un buon ambiente è tutto. La cosa è molto italiana: l’ambiente infatti è tutto per Valentino Rossi, è tutto per Marco Simoncelli che del prossimo mondiale sono i due grandi attesi. Rossi e Simoncelli generano atmosfera per ottenere atmosfera, in un giro virtuoso che li ha sempre premiati quando si è trattato di fare sul serio. Rossi è un po’ più ducatista ancora, i ducatisti che lavorano con lui sono più rossisti ogni giorno che passa, ora che toccano con mano che tipo di professionalità, di disponibilità e di sensibilità tecnica ci siano nel talento e nel metodo di Valentino. Continua a leggere