Luci e ombre dal Qatar

Di Alberto Porta

Al settimo giorno di test invernali scivolati via, non è cambiata di molto la sostanza di questa MotoGP a livello stellare. Ci sono Pedrosa e Stoner che sembrano due saltatori in alto che si divertono ad alzare l’asticella.

Uno va in pista e stampa il tempo, l’altro risponde. Se va avanti così, tutti si dovranno adeguare con sforzo mostruoso. Sta anche in questo la prima volta in terra del Vale ducatista. Un tuffo nella via di fuga che ha tutto il sapore della ricerca della prestazione, ormai fondamentale nel cammino del Dottore verso la prima gara.

Pista che vuole bene alla Rossa, spalla che migliora, il feeling con gli assetti usati da Stoner, quelli che sembravano impossibili per chiunque altro, che aumenta ad ogni uscita. Il quadro piano piano si delinea. Certo, quando si parla di moto dire piano piano non va bene, ma i problemi erano quelli, anzi sono ancora quelli, perchè c’è sempre il cronometro a dire che c’è da lavorare.

 Cosa che dovranno fare anche i due Golden Boys della Malesia, Andrea Dovizioso e Marco Simoncelli, che devono fare ovviamente il confronto con gli altri hondisti. E passi pure per Pedrosa e Stoner, ma se consideriamo che terzo di giornata, anzi serata, è stato Hiroshi Aoyama nel cui sguardo leggi la disperazione per quanto è successo e sta succedendo in Giappone, ai due romagnoli tocca compito duro nell’ultima sessione di questi test. Cinque ore fondamentali per andare poi in piscina per un paio di giorni con la coscienza a posto.

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